"Il bruco (2017)". Foto di Aldo Ettore Quagliozzi

"Il bruco (2017)". Foto di Aldo Ettore Quagliozzi
"Il bruco" (2017). Nikon Coolpix P900. Foto macro. Stato larvale della falena diurna "Macroglossum stellatarum" volgarmente detta "sfinge colibrì".

lunedì 12 aprile 2021

Leggereperché. 76 «La mancanza di prospettive future ha inaugurato l'epoca nichilista».

 

Tratto da “Solitari e ribelli: così i ragazzi si salvano dal nulla” di Umberto Galimberti, pubblicato sul settimanale “D” del quotidiano “la Repubblica” del 12 di aprile dell’anno 2014: Troppi giovani non hanno fiducia perché sono persuasi, come scrive il sociologo Falko Blask, che: «Se la vita è uno stupido scherzo, dovremmo almeno riderci sopra». Quando eravamo poveri, penso agli anni Cinquanta e ai primi anni Sessanta, i valori impartiti in famiglia coincidevano con quelli della società. Oggi, che stiamo diventando poveri, ma in una società che non nasconde l'opulenza, la famiglia insegna ancora, anche se sempre più debolmente, valori che sollecitano l'impegno, l'applicazione, la disciplina, il rispetto, mentre la società, sempre meno etica e sempre più mercantile, diffonde valori che sollecitano il consumo, il successo, il potere, avendo come alleato il principio del piacere a cui i giovani sono già naturalmente portati. La partita è impari e la famiglia cede e si rassegna. Chi si impegna a costruire il proprio futuro, oltre la fatica, deve sopportare anche il disprezzo e l'isolamento. Di questo si lamentano i (…) ragazzi che mi hanno scritto, che non si sentono migliori dei loro compagni, ma semplicemente emarginati. Di questa emarginazione, che è la porta spalancata per la depressione, la famiglia non si accorge e la scuola, economicamente e culturalmente sempre più povera, ha scarsi strumenti e capacità per intervenire. La mancanza di prospettive future già da una ventina d'anni ha inaugurato l'epoca nichilista che Nietzsche aveva predetto e così definito: "Manca lo scopo, manca la risposta al perché, tutti i valori si svalutano"». Oggi che l'unico valore egemone nella nostra società è il denaro che tutto può comprare, persino il sesso e il potere, cosa si pensa che possano acquisire e volere i giovani, se non "le belle cose", come scrive Platone, che sfilano davanti alla caverna dove sono incatenati gli schiavi? E però, come nel mito della caverna, uno schiavo si libera dalle catene, esce dall'antro e prende a guardare e ad ammirare le "cose vere". È un percorso difficile, che avviene in solitudine, accompagnato dal riso e dal disprezzo di quanti dalla caverna non sono usciti, rassicurati dalla loro prigionia. Una prigionia, che, al pari degli schiavi di cui parla Platone, i giovani di oggi non avvertono come schiavitù, perché le catene sono dorate e luccicanti. E perciò pensano di essere, più degli altri, all'altezza dei tempi, perché hanno lasciato alle spalle libri e cultura, impegno e rispetto. Valori d'alti tempi, anche se verrà il giorno in cui avvertiranno il vuoto che li circonda e il nulla in cui orientarsi. Ma resta pur sempre il divertimento con cui distrarsi, il vivere il presente in presa diretta 24 ore su 24, anche se nel frattempo la loro vita, vissuta da virtuosi dell'irresponsabilità, si srotola in un esperimento dall'esito incerto.

1 commento:

  1. "Il nichilismo non è solamente disperazione e negazione, ma soprattutto volontà di disperarsi e di negare".(Albert Camus). "Il nostro solo modo di scappare al nichilismo è dare un senso al mondo".(Joann Sfar). "Un ospite inquietante, il nichilismo, si aggira tra i giovani, penetra nei loro sentimenti, confonde i loro pensieri, cancella prospettive ed orizzonti, fiacca la loro anima, intristisce le passioni, rendendole esangui... Bisogna educare i giovani a essere se stessi".(U.Galimberti). "Di forza d'animo hanno bisogno i giovani, soprattutto oggi, perché non sono più sostenuti da una tradizione, perché si sono rotte le tavole dove erano incise le leggi della morale, perché si è smarrito il senso dell'esistenza e incerta si è fatta la sua direzione".(U. Galimberti). "Cultura non è solo un'educazione intellettuale, ma soprattutto educazione delle emozioni e quindi dei comportamenti".(U.Galimberti). "I giovani cercano i divertenti perché non sanno gioire. Ma la gioia è innanzitutto gioia di sé, quindi identità riconosciuta, realtà accettata, frustrazione superata, rimozione ridotta al minimo".(U. Galimberti). "Quel che è saltato nella nostra attuale società è il concetto di limite. E in assenza di un limite, il vissuto soggettivo non può che essere di inadeguatezza, quando non di ansia, e infine di inibizione".(U.Galimberti). "Oggi conosciamo solo anime individuali, rese asfittiche dall'incapacità di correlare la loro sofferenza quotidiana con il dolore del mondo". (U. Galimberti). Carissimo Aldo,tra le mie modeste, personali riflessioni,che hanno seguito l'appassionante lettura di questo importantissimo post, una in particolare vorrei sottolinearne e riguarda la necessità di sensibilizzare i giovani,e non solo loro, ad abbandonare l'individualismo che è la sorgente di tutti i mali piccoli e grandi della vita e della società... Grazie e buona continuazione.

    RispondiElimina