(…). Riflettiamoci. Il disastro climatico che non si ferma
nonostante da decenni sia stato dato l’allarme e nonostante ci venga
continuamente detto dagli scienziati che cosa bisognerebbe fare per fermarlo. E
che ovviamente non viene fatto. L’inerzia suicida fino a inventarsi i buoni per
l’Amazzonia in cambio della cementificazione ossessiva delle nostre città.
Oppure le battute stolte, il ghigno perfino, sull’effetto delle temperature
bollenti e sui ghiacciai che si sciolgono. Tutto questo a chi lo dobbiamo?
All’intelligenza artificiale? E, giusto per sapere, chi ha pensato di fare di
Gaza un grande resort per rilanciare il turismo sotto l’egida di Trump e dei
suoi famelici parenti o soci d’affari, con il plauso servile di quasi tutti i
paesi occidentali? Forse un cinico consesso di robot asserragliati in qualche
grotta telematica? O, ancora, chi minaccia bombe e arsenali atomici come
fossero noccioline contro le libertà altrui? Ed è stato forse un robot di
Chicago a rapire un capo di governo seduto su una poltrona in un paese a
migliaia di chilometri o a farne uccidere un altro? Insomma, ecco la domanda
vera: chi ha mandato al potere un autentico consesso di imbecilli e criminali
sparsi per il mondo? Chi sta mettendo il mondo nelle mani di fanatici politici
o religiosi? Ecco. Le grandi e sconvolgenti domande che ci dovremmo porre ogni
giorno non riguardano esseri inanimati, sfuggiti o che possono sfuggire al
controllo umano. Riguardano invece noi umani. Persone che utilizzando il pensiero
umano controllano, decidono, orientano, o anche frenano le scelte del mondo. E
sotto e prima di loro, persone, miliardi di persone, molte delle quali hanno
pure studiato, che scelgono a propria volta coloro che controllano, decidono,
ecc. Proprio così, la grande imputata di questo quarto di millennio dovrebbe
essere la nostra intelligenza naturale. La stessa che ha fatto della storia il
celebre mattatoio hegeliano. Certo, mostruosità ancora superiori potrebbero
essere concepite da un’intelligenza artificiale non sottoposta a regole,
esattamente come quella naturale che si è sprezzantemente liberata di diritti e
tabù in pochi anni. E in effetti vengono intravisti nuovi gradini di una
escalation angosciante.
ilcavalierdelamancia
"Il bruco (2017)". Foto di Aldo Ettore Quagliozzi
"Il bruco" (2017). Nikon Coolpix P900. Foto macro. Stato larvale della falena diurna "Macroglossum stellatarum" volgarmente detta "sfinge colibrì".
martedì 6 ottobre 2026
domenica 4 ottobre 2026
DalMondo. 14 Maddalena Oliva: «La banalità del male in diretta, questo mostra Naza. Ci sbatte in faccia, come davanti a uno specchio, cosa l’assenza del pensiero può permettere di compiere. Oggi come ai tempi di Eichmann, il genocidio non è stato opera di sadici né di perversi ma di uomini terribilmente normali».
Sopra. “Oggi visita di una famiglia palestinese cristiana, nostra amica.
Ci ha detto che nel loro villaggio di Cisgiordania i coloni israeliani
impediscono loro di raccogliere le olive nei campi di loro proprietà”. Da Fratel
Nazareno, della “Piccola Famiglia dell’Annunziata”, missionario.
sabato 3 ottobre 2026
Cosedettecosì. 64 Michele Serra: «Ho cominciato con Fukuyama è perché volevo partire da una buona notizia, o meglio da quella che secondo me va considerata una buona notizia anche se ha una colonna sonora fatta di esplosioni, e i colori prevalenti sono il rosso del sangue e il nero della guerra. La notizia è che la storia non è affatto finita».
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