Postato al tempo, il 24 di dicembre dell’anno 2005, su di “un altrove” che non c’è più.
«Reggio Calabria sarà la nostra Sassonia», tuona Vannacci in collegamento con il Festival del peperoncino di Diamante, e la frase che inevitabilmente fa titolo è talmente surreale già così che provare ad approfondirne i contenuti rischierebbe solo di normalizzare l'assurdità del tutto, di rendere sciapo ciò che nasce piccante, di sminuirne l'impatto rovinandone l'epos. Reggio Calabria dunque, già terra dei moti del Boia chi molla al cui promotore Ciccio Franco, in questo mondo mai così vergognosamente e spudoratamente al contrario, è dedicato un monumento in pieno lungomare reggino, sembrerebbe apprestarsi a esser la prima preda, grazie alle suppletive di fine settembre, della fin troppo annunciata e all'apparenza inarrestabile scorpacciata elettorale di Futuro Nazionale. Nel forsennato rastrellamento di reduci e saltimbanchi, freak e peones, fascisti della prima ora e fulminati sulla via del futurismo calistenico, ospiti della Zanzara e scappati di casa (nel senso soprattutto di scappati da case politiche forse non più convenienti come un tempo) che caratterizza la formazione della classe dirigente del Partito del momento, l'ultimo "soldato" assoldato alla causa vannacciana è il transfuga Mimmo Giannetta, già ex capogruppo regionale della Forza Italia di Roberto Occhiuto, che pare non esiti a dargli del "mercenario". Di molto probabile, per provare a dare un po' di senso alle frasi del generale in pensione, c'è che la Sassonia-Anhalt, regione dove con il 44,6 per cento dei voti ha trionfato l'estrema destra, anzi, l'ultradestra, anzi, la turbodestra, anzi, i nazisti, che nulla fanno o dicono per non sembrare tali, per quel sempreverde tema dell'immigrazione che tanta apprensione genera nel mondo sovranista, sarà piena di calabresi, ma vabbè, non credo che Vannacci pensasse a questo equiparando i due territori. Di sicuro c'è che ora stiamo tutti a chiederci come fare per arginare i nazisti, o i fascisti, che più sembrano impresentabili a ogni persona dotata di buon senso (e non ho detto di sinistra, sia chiaro), più voti prendono. Contromisure, allo stato delle cose, date le attuali opposizioni, dati gli attuali elettorati, realisticamente, sembrano non esserci. Perché se una leader orgogliosamente sovranista, omofoba e razzista (nonché nipote di un membro delle SS, raro caso in cui le colpe dei nonni si può dire che ricadano sui nipoti), riesce ad affermarsi presso un elettorato orgogliosamente sovranista, omofobo e razzista essendo dichiaratamente lesbica, fidanzata con una ragazza dello Sri Lanka con la quale ha adottato due figli, il tutto abitando non in Germania ma in Svizzera, provare a essere logici e dialettici nell'evidenziare incoerenze e viltà, diventa oggettivamente impossibile. A meno di scoprire che Reggio Calabria non è ancora Sassonia. (Tratto da “La sua Sassonia” di Diego Bianchi, pubblicato sul settimanale “il Venerdì di Repubblica” del 18 di settembre 2026).
“AFD e Vannacci sono figli del capitalismo globale”, testo di Daniela Ranieri pubblicato su “il Fatto Quotidiano” del 13 di settembre 2026: Seconda puntata sulla vittoria di AfD in Sassonia-Anhalt. Il cavallo di battaglia del programma del partito filonazista è la “remigrazione”, un’insidiosa parola neutra e tecnico-burocratica con cui le ultra-destre occidentali indicano la deportazione forzata di immigrati che si trovino già sul suolo patrio e dei loro discendenti, inclusi coloro che hanno ottenuto la cittadinanza. Al diavolo il diritto internazionale, i cui capisaldi sono il diritto d’asilo stabilito dall’art. 14 della Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948, il principio di non respingimento della Convenzione di Ginevra del ’51 e, in Italia, il diritto d’asilo garantito allo straniero a cui nel proprio Paese sia impedito l’esercizio delle libertà democratiche (art. 10 della Costituzione). Del resto, il “diritto internazionale vale fino a un certo punto”, come affermò l’impeccabile Tajani commentando gli attacchi di Israele contro la Flotilla che voleva portare aiuti a Gaza.


