Sopra. Pierre Bonnard, "Ragazza che scrive", 1908.
È finita, sì, ma nessuno di noi due è convinto che possiamo limitarci a dire arrivederci e grazie, prima dobbiamo eseguire un piccolo rito per mettere in chiaro che siamo in rapporti più che buoni, più che distesi. Mi fanno qualche domanda su come mi trovo qui e come è andata con te. «Benissimo» è la mia unica risposta. A mia volta mi informo sul seminario sociopolitico. «Benissimo, benissimo.» Benché mi renda perfettamente conto di quel che sta per succedere, non posso farci niente: il mio stato d'animo si manifesta mediante velati commenti denigratori sui socialisti popolari, e i ricettori di Katrin, ancora perfettamente sensibili, reagiscono con risposte che vanno riempiendosi di tensione di pari passo con le mie osservazioni; d'un tratto l'aria è impregnata di irritazione stantia sotto la superficie di uno scambio di opinioni casuale e cordiale. [...]. Dopo, quando devo dormire, non ci riesco: sdraiato nel letto picchio la testa contro il cuscino, pieno di vergognosa irritazione. 3.10.77 (Tratto da “L’angelo calciatore” -1979 – di Hans-Jorgen Nielsen).


