Sopra. Il senatore Bernie Sanders.
«La politica deve tornare a occuparsi della realtà. Le nuove generazioni stanno peggio delle precedenti, il 60 per cento degli americani vive alla giornata, fatica a mettere il cibo in tavola e a pagarsi le cure sanitarie. Eppure si parla sempre degli Stati Uniti come di un Paese ricco. Solo chiamando le cose con il loro nome sconfiggeremo Donald Trump».
(…). Chi sono gli oligarchi americani? «Quell’1 per cento della popolazione che possiede più del restante 93. Una manciata di miliardari che oggi hanno un potere senza precedenti. Gli Elon Musk, i Jeff Bezos, i Mark Zuckerberg e pochi altri che influenzano economia e politica, rendendo le disuguaglianze sempre più profonde e spingendo verso l’autoritarismo. Trump è uno di loro e conta sul loro appoggio».
Fa una lunga lista delle promesse disattese da Trump. Per questioni temporali ne manca una: quella di non fare più guerre. «È un presidente molto pericoloso: con Benjamin Netanyahu ha iniziato una guerra incostituzionale, illegale e distruttiva, proprio come ha fatto Vladimir Putin in Ucraina. Costringendoci a vivere in una sorta di anarchia dove il diritto internazionale non conta più. Possiamo far meglio di così. Spendendo quei miliardi di dollari per fornire cibo e medicine a chi ne ha bisogno, invece che per ucciderci a vicenda».
(…). Lei, ebreo, è stato il primo senatore a usare il termine “genocidio” nei confronti dei palestinesi.
«Israele è stata a lungo una società liberale nel senso tradizionale. Netanyahu e il suo governo razzista di destra, l’hanno trasformato in altro. Hamas ha commesso un atto orribile, ucciso 1200 innocenti e preso centinaia di ostaggi. Israele, aveva il diritto di difendersi. Ma quel che ha fatto, è stato scatenare una guerra totale contro uomini, donne e bambini di Gaza, violando il diritto internazionale. Oggi sempre più americani chiedono al governo di non spendere altri soldi per uccidere palestinesi. E io mi sto impegnando in tal senso».
(…). Lei scrive che “le tante bugie di Trump hanno minato il processo democratico e politico americano”. Risanarlo è ancora possibile? «Trump è un demagogo, invece di affrontare le crisi che affliggono l’America, cerca di mantenere il potere usando l’odio. E quelli da odiare sono così tanti che ormai abbiamo perso il conto: gli immigrati clandestini, le persone transgender, gli stranieri. E poi la Cina, l’Iran, il Messico, perfino il Canada. E chissà, un giorno anche l’Italia. Come progressisti abbiamo il dovere di fare l’opposto: unire le persone attorno a progetti di solidarietà ed empatia verso il prossimo».
In Italia incontrerà Elly Schlein, leader del Partito Democratico. «Ne sono felice. Le dirò che anche voi in Italia e in Europa dovete concentrarvi di più sui bisogni della classe lavoratrice. Lo suggeriscono d’altronde, anche i risultati delle elezioni nel Regno Unito: il partito laburista è stato pesantemente sconfitto perché ha ignorato l’immensa crisi economica che strangola le persone. Bisogna ripartire da lì per vincere».
(…). Chi correrà per la Casa Bianca? «È prematuro parlarne. Mi auguro, però, che sarà qualcuno che abbia il coraggio di sfidare i grandi interessi economici, facendosi interprete della rabbia della gente, quella che ora nutre il consenso della destra trumpiana. Qualcuno in grado di riconoscere la realtà e muovere le masse: compresi i volontari che fanno il porta a porta, convincendo col passaparola invece che con gli spot miliardari. Non è impossibile. A New York ce l’abbiamo fatta con Zorhan Mamdani».
Molti temono che a novembre non ci saranno libere elezioni... «Trump sta certo cercando di minare la democrazia attraverso quello che noi chiamiamo gerrymandering: la manipolazione dei distretti elettorali per favorire i candidati repubblicani, rendendo più difficile il voto a poveri, disabili, neri: coloro, insomma, che potrebbero votare contro di lui. Ma le elezioni ci saranno. E se saremo intelligenti, se sapremo denunciare le sue manipolazioni, possiamo vincere non solo la Camera ma forse anche il Senato».
Il libro (“Contro l’Oligarchia” edito da Chiarelettere n.d.r.) è dedicato ai suoi nipoti e a tutti i giovani del mondo. «Dovremmo essere capaci di lasciargli una democrazia giusta, dove la voce di tutti è ascoltata e un pianeta sano e pulito. E questo si ottiene solo unendosi».
Non è un’utopia? «So che la gente ha perso fiducia nella politica e dice “è inutile votare tanto non cambia nulla”. E capisco cosa intendono. L’esempio più lampante è proprio Trump: è impopolare e giù nei sondaggi ma resta più popolare di molti democratici al Congresso. Manca, insomma, un’opposizione efficace. Ma è proprio a questo che noi progressisti stiamo lavorando. Vogliamo ricostruire il Partito Democratico, aiutando a formare una nuova classe politica. Con la nostra organizzazione sosteniamo persone che hanno la passione e gli argomenti per correre. Donne, neri, giovani. Perché includerli nel sistema politico significa rappresentare più efficacemente le tante sfaccettature della realtà americana, ed è così che si lavora al cambiamento reale. Per questo a chi ha perso la speranza ed è pessimista riguardo al futuro dico: rimboccatevi le maniche. Non c’è trasformazione senza impegno». (Tratto da “Guerra illegale Donald è pericoloso come Putin in Ucraina”, testo della intervista di Anna Lombardi al senatore Bernie Sanders pubblicata sul quotidiano “la Repubblica” di oggi, giovedì 14 di maggio 2026).

.jpg)
