"Il bruco (2017)". Foto di Aldo Ettore Quagliozzi

"Il bruco (2017)". Foto di Aldo Ettore Quagliozzi
"Il bruco" (2017). Nikon Coolpix P900. Foto macro. Stato larvale della falena diurna "Macroglossum stellatarum" volgarmente detta "sfinge colibrì".

venerdì 30 luglio 2021

mercoledì 28 luglio 2021

Cronachebarbare. 96 «Val la pena di scrivere bei libri pieni di buoni pensieri e storie avvincenti e finali struggenti, se poi per farli leggere abbiamo bisogno del lavoro degli schiavi?».

 

A lato. "Passeggiata lungo il fiume", penna ed acquerello (2021) di Anna Fiore.

Ha scritto Maurizio Maggiani in “Il coraggio del pettirosso” - (2014), Feltrinelli editore -: Non so che opinione voi abbiate della musica, cosa vi piace sentire, cosa vi mette in moto dentro. Per me allora – come oggi, immagino, se solo potessi ascoltarne – era il mare dove i miei sentimenti potevano nuotare all’impazzata, liberi e allegri. Vi ho già detto che mi piace immensamente nuotare; ci sapevo fare già da piccoletto, quando tutti gli altri bambini strillano appena la schiuma della battigia gli solletica gli stinchi. Io non so stancarmi del nuoto: è la felicità del mio corpo, è il mio corpo che si piglia la sua libertà di rotolarsi, di stirarsi, di fluidificarsi, leggero come un uccello. Non mi dà nessuna soddisfazione l’acqua del fiume o del lago, voglio le onde del mare, il movimento cosmico che abbraccia il mio movimento, un corpo di membra immense che mi prende con sé come una balia tiene tra le pieghe morbide del suo grande corpo un neonato. Bene, la musica fa alla mia anima quello che il mare fa al mio corpo. Io ci nuoto dentro la musica, mi tuffo di testa e di schiena, mi immergo e risalgo, ci vado lontano con il crawl, il dorso, la rana.

lunedì 26 luglio 2021

Paginedaleggere. 35 Socrate: «Di quante cose che non ho bisogno!».

A lato. "Cesto di fiori", acrilico su tavola (2006) di Anna Fiore.

Ha scritto Moni Ovadia in “Il paradiso è nell'aldiqua, basta un posto di lavoro”, pubblicato su “il Fatto Quotidiano” del 26 di gennaio dell’anno 2015: (…). …dice il Talmud: "Un'ora nel mondo che verrà è meglio di tutta una vita in questo mondo, ma un'ora di buone azioni in questo mondo è meglio di tutta la vita nel mondo a venire". Possiamo avere un'idea del paradiso nell'aldiqua in quella che l'ebraismo auspica come era messianica. Ed è il sabato che anticipa l'era messianica, che la prefigura. Nel sabato ebraico nessuno produce e nessuno consuma. È proibito spendere soldi, ed è proibito fare lavorare l'animale e la zolla, ossia la terra. Il meccanismo produzione-consumo è bandito e questo vale anche per gli animali e per le piante. In questo modo gli uomini diventano uguali perché non ci sono più i ruoli. Si prefigura l'uguaglianza totale. Il sabato si realizza nella dimensione del tempo, ovunque ti trovi, fuori dallo spazio. Vuol dire che se io lo festeggio in Italia, magari in Giappone non lo stanno facendo. Non comanda lo spazio, ma è il tempo sabbatico che decide. E questa libertà dallo spazio costrittivo rende l'uomo libero dall'alienazione, permettendogli di ritrovare lo splendore della propria dignità universale.

domenica 25 luglio 2021

Leggereperché. 96 «Nessuna vita regala abbastanza esperienza da insegnare a riconoscere l'alfabeto altrui».

Ha scritto Claudia de Lillo – in arte Elasti – in “All'inizio la vita sembra sempre una commedia”, pubblicato sul settimanale “D” del quotidiano “la Repubblica” del 25 di luglio dell’anno 2015: Negli ultimi anni ho lavorato molto da casa, ho frequentato luoghi e persone familiari e ho camminato su strade battute, le cui curve nascondevano molto di rado insidie o sorprese. I binari del mio andare, confortevoli e noti, procedevano tra volti conosciuti. Avevo perso l'abitudine all'interazione con mondi estranei, all'aggiustamento ad ambienti diversi dal mio, al batticuore da primo giorno di scuola. Avevo dimenticato l'esperienza ansiogena e affascinante dell'irruzione tra sconosciuti, del tendere la mano e dichiarare «Piacere, Elasti», della paura di non essere accettati. Per molto tempo è stato tutto facile e piuttosto monotono. Quest'anno ho cambiato lavoro, ho brevemente cambiato città, ho dichiarato: «Piacere, Elasti» più di cento volte e, più di cento volte, presentandomi a uno sconosciuto, mi sono chiesta chi fosse, come fosse e se ci saremmo stati simpatici. E ho preso coscienza che, con il passare del tempo, il nostro sguardo nei confronti del prossimo cambia enormemente. «Come vi sembra Teresa?», ho chiesto ai miei figli. «Carina». «Un po' vecchietta». «Boh». «E Michele?». «Ha i piedi troppo lunghi». «Con tanti denti e muscoli». «Un figo pazzesco». «Di Ivan cosa dite?». «A me sembra pazzo». «A me ha regalato una macchinina». «A me fa ridere». I giudizi dei bambini sono lapidari, sbilenchi, spesso bidimensionali ed egocentrici. Quelli degli adolescenti sono spietati, talvolta sarcastici, noncuranti o distratti. Tra i venti e i trent'anni, con la voracità di chi ha la vita davanti e il mondo in mano, la socialità è indefessa e psichedelica, l'ignoto, uno dei mille futuri possibili. In quell'età luminosa, in cui si plasma la forma del domani, ogni mano tesa è foriera di un'esperienza prima che di una conoscenza. In quel decennio fecondo non si giudica e ci si fida. Dopo, quando abbiamo percorso un po' di strada e l'esperienza ci allarga le spalle senza ancora incurvarle, lo sguardo cambia e si fa meno limpido e più navigato. Dieci anni fa avevo occhi spalancati e una spavalderia spaccona nel mio incedere. Felicemente ed energicamente impantanata nei miei progetti e nella realizzazione dei miei sogni, ero dotata di una superficialità acuta che mi consentiva, con un'occhiata, di trasformare il prossimo in macchietta, di identificare gli aspetti universali del particolare e farne un paradigma.

sabato 24 luglio 2021

Notiziedalbelpaese. 22 «Dicono che Draghi è disinteressato al consenso. Ne dubitiamo. Le sue parole sono somministrate come ostie, anche se vuote».

 

Ha scritto Marco Travaglio in “Io so che tu sai che non so”, pubblicato su “il Fatto Quotidiano” di ieri 23 di luglio 2021: (…), in un Paese serio, il problema nemmeno si porrebbe perché dal governo sarebbe già uscita la ministra Cartabia.

venerdì 23 luglio 2021

Cronachebarbare. 95 «Salvini risponde a ogni offerta possibile, asseconda qualunque idea, ammicca a qualunque corrente».

Riporta “il Fatto Quotidiano” di ieri 22 di luglio l’alata affermazione del “virologo”, “giureconsulto”, “tuttologo” della valpadana che, a proposito della riforma Cartabia che tanto scandalo ha di già suscitato negli ambienti più vari, ha solennemente affermato: “Ho letto il testo, non credo che Draghi voglia fare un favore ai delinquenti”. Pensate: ha letto il testo! Urca che mente! Ma cosa avrà capito dalla lettura di quel testo? Per amor di patria, non chiedeteglielo!

giovedì 22 luglio 2021

Notiziedalbelpaese. 21 «Quelli che gabellano la Cartabia per un’esperta di diritto penale».

 

Ha scritto Marco Travaglio in “I Dragaràn” pubblicato su “il Fatto Quotidiano” di oggi giovedì 22 di luglio 2021: (…). Quelli che gabellano la Cartabia per un’esperta di diritto penale, anche se non distingue un tribunale da un phon e dice bestialità (ieri, tentando di smentire i veri esperti, è arrivata a dire che l’improcedibilità non tocca i processi di mafia perché esclude “i reati da ergastolo”: come se la prima attività dei mafiosi fosse uccidere; ma il grosso dei processi di mafia è per associazione mafiosa, concorso esterno, estorsione, corruzione, voto di scambio, riciclaggio, turbativa d’asta, traffico di rifiuti: nessuno punito con l’ergastolo).

martedì 20 luglio 2021

Paginedaleggere. 34 Bobbio: «Religiosità significa per me, semplicemente, avere il senso dei propri limiti, sapere che la ragione dell’uomo è un piccolo lumicino».

 

Ha lasciato scritto Norberto Bobbio su “MicroMega” del 3 di maggio dell’anno 2000 : «Io non sono un uomo di fede, sono un uomo di ragione e diffido di tutte le fedi, però distinguo la religione dalla religiosità. Religiosità significa per me, semplicemente, avere il senso dei propri limiti, sapere che la ragione dell’uomo è un piccolo lumicino, che illumina uno spazio infimo rispetto alla grandiosità, all’immensità dell’universo.

lunedì 19 luglio 2021

Cronachebarbare. 94 «Le suore di Boccadasse con un banchetto vendevano magliette, c’era scritto: un solo padre, sei miliardi di fratelli».

Ha scritto Michela Murgia in “Noi che abbiamo visto Genova 2001” pubblicato sul settimanale “L’Espresso” del 20 di giugno 2021: È difficile spiegare lo sconcerto che si prova quando, a tavola tra diverse generazioni, le persone più grandi parlano di un fatto storico per loro portante e d’improvviso si rendono conto che i ventenni presenti non sanno minimamente di cosa si tratti.

domenica 18 luglio 2021

Paginedaleggere. 33 «Una moltitudine che “non capisce” è il bene più prezioso di cui può disporre chi ha interesse a manipolare le folle».

 

Lo scritto di Umberto Galimberti di seguito riportato – “Come si misura la capacità di pensare?” –, pubblicato sul settimanale “D” del quotidiano “la Repubblica” di sabato 10 di luglio, rappresenta, a buon vedere, il prosieguo al post numero 95 del 15 di luglio ultimo che ha per titolo «Chattando, si ha la possibilità di realizzare virtualmente ciò che si vorrebbe ma non si riesce a essere»:

sabato 17 luglio 2021

Paginedaleggere. 32 «La delusione di tutti i ritorni».

Il 17 di luglio dell’anno 2019 Andrea Camilleri ci lasciava. Di seguito, “Variazioni su di un ritorno”, quarto “racconto breve” di Andrea Camilleri pubblicato su “L’Ora del popolo” di Palermo dell’8 di settembre dell’anno 1949: “Lasciatemi solo”. Voltandosi, aveva visto che i suoi vecchi soldati ancora lo seguivano quasi automaticamente, attratti ormai in questo essergli sempre vicini non più da quel senso di sicurezza e di guida certa che egli sapeva emanare soprattutto nei tanti momenti difficili trascorsi, ma come da un uso inveterato, da una abitudine ormai fattasi logora e della quale non si potesse più fare a meno.

giovedì 15 luglio 2021

Leggereperché. 95 «Chattando, si ha la possibilità di realizzare virtualmente ciò che si vorrebbe ma non si riesce a essere».

 

Tratto da “Le nuove tecnologie e i loro effetti” di Umberto Galimberti, pubblicato sul settimanale “D” del quotidiano “la Repubblica” del 15 di luglio dell’anno 2017: Come incidono l'uso e l'abuso dei mezzi informatici sui processi cognitivi ed emotivi dell'uomo? (…). …Clifford Stoll, uno dei pionieri di Internet (…), dopo averlo portato in trent'anni al livello che oggi conosciamo, scrive in Confessioni di un eretico high-tech (Garzanti): «Quali problemi possono crearsi se dedichiamo sempre più tempo a strumenti elettronici? A scuola per esempio, grazie all'elettronica digitale, gli studenti sfornano risposte senza elaborare concetti: la soluzione dei problemi diventa la pressione sui tasti. Le calcolatrici sfornano risposte senza richiedere il minimo pensiero. Gli studenti pigiano sui tasti, guardano i risultati e accettano ciò che la macchina dice loro». Nella Postfazione al libro di Stoll, il linguista Raffaele Simone mette in guardia dai processi di "de-realizzazione" generati dall'uso incontrollato del computer, e in proposito scrive che: «Possiamo non accorgerci che la diffusione della conoscenza mediata dall'informatica è la più formidabile barriera che si sia mai presentata nella storia verso il contatto con la realtà. Con un software opportuno posso visitare Roma senza averci mai messo piede, navigare sotto l'oceano senza bagnarmi, e perfino fingere un gioco violento senza neppure graffiarmi. È reale questo?». Oltre ai processi di de-realizzazione si aggiungono quelli di de-socializzazione, perché se è vero che con Internet possiamo farci amici in ogni parte del mondo, quanto tempo sottraiamo ai rapporti faccia faccia con chi ci circonda, col compagno di scuola, col vicino, con chi ci sta di fronte al ristorante in un incontro tra amici, tutte persone con cui parliamo distrattamente perché preferiamo comunicare via e-mail o con inespressivi messaggi.

mercoledì 14 luglio 2021

Cronachebarbare. 93 «Licenziate pure, ma con garbo, mi raccomando, sennò fa brutto».

 

A lato. Vignetta di Riccardo Mannelli pubblicata su "il Fatto Quotidiano" del 14 di luglio 2021.

I turiferari di turno continuano ad agitare forsennatamente i loro turiboli e non la smettono ancora – ma per quanto ancora, Covid permettendo - di incensare oltre misura e ragionevolezza quel fatto avvenuto domenica 11 di luglio dell’anno 2021 in quel di Londra. E stanno lì, vergognosamente, a sciorinare baggianate del tipo “nuovo rinascimento” del bel paese, ovvero della ritrovata “unità” – ma quando mai! - degli italiani e fanfaluche stratosferiche di questo ed altro genere. Aveva perfettamente ragione La Rochefoucauld (Parigi, 15 di settembre dell’anno 1613; Parigi, 17 di marzo dell’anno 1680) a sostenere che “in questi tempi difficili è opportuno concedere il nostro disprezzo con parsimonia, tanto numerosi sono i bisognosi”. Ha scritto Michele Serra in “Il capitalismo senza le persone” pubblicato sul quotidiano “la Repubblica” di oggi:

martedì 13 luglio 2021

Notiziedalbelpaese. 20 «Il cerchio delle complicità oltremodo sospette per il nostro cretino cognitivo».

 

A lato. "Veduta toscana", acquerello (2021) di Anna Fiore.

Ha scritto oggi Michele Serra – “Rimarranno solo i gol” – sul quotidiano “la Repubblica”: La retorica a tonnellate, a vagonate, a cargo, rende greve ciò che dovrebbe essere alato: la vittoria.

lunedì 12 luglio 2021

Leggereperché. 94 «Non so se Dio conosce davvero la differenza tra il bene e il male».

 

Tratto da “I delitti più atroci nascono da un vuoto nel cuore” di Umberto Galimberti, pubblicato sul settimanale “D” del quotidiano “la Repubblica” del 12 di luglio dell’anno 2014: Cosa può spiegare omicidi efferati e stragi di famiglia? La perdita della connessione con i sentimenti, che soli permettono di distinguere il bene dal male. Non so se Dio conosce davvero la differenza tra il bene e il male.

domenica 11 luglio 2021

Paginedaleggere. 31 «Tutto tornava ad essere come prima».

“Tutto tornava ad essere come prima”, terzo “racconto breve” di Andrea Camilleri pubblicato su “L’Ora del popolo” di Palermo del 6 si settembre dell’anno 1949 e custodito a Palermo nell'archivio storico del giornale presso la Biblioteca Centrale Regionale: La porta si chiuse dietro a Silvio con uno scatto secco e netto. Solo allora egli capì d’essere di nuovo tornato libero e la consapevolezza improvvisa di ciò gli diede una felicità violenta e insostenibile. Libero.

sabato 10 luglio 2021

Paginedaleggere. 30 «Per affrontare il viaggio della vita occorrono coraggio e una cintura magica».

 

Scriveva Barbara Spinelli in “Il crimine dell’indifferenza” pubblicato sul quotidiano “la Repubblica” del mercoledì 10 di luglio dell’anno 2013: (…). Immaginiamo (…) questo: che Papa Francesco abbia accettato di firmare un’enciclica (“Fratelli tutti” n.d.r.) scritta quasi per intero da Joseph Ratzinger, perché all’enciclica non era affatto interessato. Quel che lo interessava sopra ogni cosa, che lo convocava, era il viaggio a Lampedusa, sul bordo di quel Mediterraneo dove sono morti, dal 1988, 19mila migranti in fuga dalla povertà, dalle guerre, dalle torture. Altri drammi vedremo, con l’Egitto che sprofonda nel caos e nell’eccidio. Così grave è il male di questo mondo, così vaste le colpe dei singoli, dei loro Stati, anche della Chiesa, che occuparsi di teologia in modo tradizionale - con precetti, verità assolute - può apparire una distrazione, se non un’incuria. Si riempie un vuoto, per occultarlo. Lo si affolla di parole dottorali, quando altra è l’emergenza: andare in quell’isola, simbolo delle nostre ipocrisie e del nostro disonore. La teologia non fa piangere, e di lacrime c’è soprattutto bisogno, ha detto il Pontefice.

venerdì 9 luglio 2021

Leggereperché. 93 «Ogni risultato raggiunto è il portato di una o più sconfitte, sprone e non freno delle nostre vite».

 

A lato. "Lavender field", acquerello (2021) di Anna Fiore.

Tratto da “Condividere i giorni no rende più forti” di Claudia De Lillo – in arte Elasti – pubblicato sul settimanale “D” del quotidiano “la Repubblica” del 9 di luglio dell’anno 2016:

giovedì 8 luglio 2021

Notiziedalbelpaese. 19 «La cosiddetta “fine delle ideologie” è una fola che ci siamo raccontati dopo la caduta del Muro».

 

Ha scritto Michela Murgia in “Nessuna neutralità, lo sport è politica” - che di seguito si riporta nella sua interezza -, pubblicato sul settimanale “L’Espresso” del 4 di luglio 2021: “non esiste niente di umano che non sia anche politico”.

martedì 6 luglio 2021

Leggereperché. 92 «Il malessere contemporaneo dell'identità democratica».

 

Tratto da “Dove nasce la paura del futuro” di Ezio Mauro, pubblicato il lunedì 6 di luglio dell’anno 2020: (…). Il contraccolpo psicologico della pandemia era inevitabile. È la conseguenza della perdita dell'onnipotenza dell'uomo moderno che vive nel primo mondo, tutelato dallo sviluppo, garantito dalla conoscenza, protetto dalla scienza, illuso dall'avanzata lineare del progresso. Nello squarcio di questa corazza che ci prometteva invulnerabilità, ma che il virus ha immediatamente attraversato, abbiamo intravisto la morte, non più come evento privato e familiare ma come fenomeno collettivo, sociale, dunque politico, qualcosa a cui non eravamo ormai abituati. Il risultato è un'insicurezza addirittura di tipo antropologico, perché chiama in causa il nostro ruolo in un ambiente di cui all'improvviso scopriamo di essere parte, e non padroni. Dunque la politica deve adeguarsi a questo cambio di ruolo, riprendere le misure del sociale, rivedere le proporzioni, riformulare le sue ipotesi. Aggiungiamo l'azione di disvelamento che il virus - come ogni evento estremo - ha compiuto sulla funzionalità e sull'equità del nostro sistema, portando alla luce i buchi dei ritardi, degli squilibri e delle disuguaglianze che stavano nascosti sotto l'apparente benessere. Il rapporto Istat li fotografa tutti, e non possiamo più fare finta di non vederli: i posti letto negli ospedali si sono dimezzati tra il 1995 e il 2018, in otto anni nella sanità il personale è calato del 5 per cento, i medici sono 39 ogni 10 mila residenti contro i 42 della Germania, gli infermieri 58 rispetto a 129.

domenica 4 luglio 2021

Paginedaleggere. 29 Paul Celan: «Era uno “sheerit”, un rimanente».

“Fuga della morte” di Paul Celan:

 Negro latte dell’alba noi lo beviamo la sera noi lo beviamo al meriggio come al mattino lo beviamo la notte noi beviamo e beviamo

noi scaviamo una tomba nell’aria chi vi giace non sta stretto

sabato 3 luglio 2021

Paginedaleggere. 28 «Gesù Cristo rivelò all’umanità, nell’anno di grazia 1949, la sua vera fede politica».

 

Un fatto memorabile”, secondo racconto “breve” di Andrea Camilleri ritrovato nell'archivio storico del giornale “L’Ora del popolo” – in seguito “L’Ora” di Palermo - e custodito presso la Biblioteca Centrale Regionale, racconto pubblicato su quel quotidiano il 29 di maggio dell’anno 1949: B. è un piccolo paese dell’interno della Sicilia, uno di quei paesi come tanti se ne incontrano quaggiù, con le viuzze strette desolate e maleodoranti, con le case l’una a ridosso dell’altra che sembrano guardarsi in cagnesco come per un antico rancore, con l’unico caffè nel mezzo della piazza principale, con l’immancabile circolo dei nobili e infine con il minuscolo cimitero ben tenuto, proprio in fondo al paese dove già comincia ad estendersi la campagna.

giovedì 1 luglio 2021

Leggereperché. 91 «Quando il buio si fa largo dentro di noi, le luci fuori non bastano a rischiararlo».

 

Tratto da “E voi, di che cosa avete paura?” di Claudia de Lillo – in arte Elasti – pubblicato sul settimanale “D” del quotidiano “la Repubblica” del primo di luglio dell’anno 2017: Mio nonno, di cui ricordo solo i cappelli a cilindro e una testa tonda e calva su cui spuntava qualche solitario capello bianco, rado e ispido, faceva il medico, giocava a dama con i nipoti e aveva paura. Non so esattamente di cosa ma, a distanza di alcuni decenni, conservo memoria vivida di quell'ombra nera che gli intorbidiva i pensieri e gli avvelenava l'idea di futuro.