"Il bruco (2017)". Foto di Aldo Ettore Quagliozzi

"Il bruco (2017)". Foto di Aldo Ettore Quagliozzi
"Il bruco" (2017). Nikon Coolpix P900. Foto macro. Stato larvale della falena diurna "Macroglossum stellatarum" volgarmente detta "sfinge colibrì".

venerdì 8 agosto 2025

CosedalMondo. 53 Vittorio Lingiardi: «Siamo l'intreccio di fattori biologici, psicologici, sociali. Ma una personalità narcisistica è soprattutto il risultato dell'ambiente di cura e di cultura in cui è cresciuta».


(…). Il complottismo è la versione patologica del ragionamento che spiega le cause dei fenomeni. Ne è come la parodia, che diventa tragica quando, (…), milioni di cretini credono davvero a panzane demenziali e ne vengono indotti alle azioni più sconsiderate, tipo votare un narcisista patologico del calibro di Donald Trump, o prendere d'assalto il Campidoglio dopo il discorso incendiario con cui Trump li sobillò, contestando il risultato delle elezioni presidenziali perse nel 2020. Le farneticazioni di QAnon (accusavano di pedofilia alcuni membri del partito democratico Usa, indicando un ristorante come sede dei loro rituali satanici) sono antidemocratiche in un modo nuovo: corrompono il discorso opponendo all'analisi rigorosa dei problemi la follia sistematica. Alla lunga, le conseguenze della presidenza Trump, non ultimo il crollo dei mercati, renderanno evidenti la pericolosità e l'improponibilità delle soluzioni tossiche, ma nel frattempo l'analisi rigorosa dei problemi (cause e concause) diventa una fatica di Sisifo. Dati i tempi, giova ricordare un truismo: i politici non vanno giudicati dalle promesse elettorali, ma da quel che combinano. La Meloni impostò carriera politica e campagna elettorale nel segno della rivolta a Bruxelles: la sua politica economica, una volta eletta alla presidenza del Consiglio, è la stessa di Draghi, che ha fatto così tanto per sottomettere l'Europa alla finanza Usa da meritare gli elogi di Kissinger (…). Trump promise la lotta al Deep State: una volta eletto, si è dimostrato un campione del solito imperialismo americano, con la novità di imporre agli alleati il pagamento del disavanzo statunitense usando i dazi e accollandogli le spese Nato. Un altro esempio dello schemino facile è questo: "Il genocidio non è colpa di Israele, ma della cricca estremista che tiene in piedi il governo Netanyahu". Con questo argomento molti ebrei nel mondo stanno prendendo le distanze dal genocidio su cui fino a ieri facevano gli gnorri. Sperano di salvare Israele, ma sono smentiti dai dati statistici dell'Institute for National Security Studies (…): il 43,5% degli israeliani sostiene l'operazione "Carri di Gedeone" (raid aerei, pulizia etnica, conquista di Gaza); il 64% dichiara di non essere preoccupato della situazione umanitaria a Gaza; il 70% percepisce come ostili o basate su una lettura distorta della realtà le dichiarazioni congiunte di Francia, Regno Unito e Canada, che accusano Israele di risposta "sproporzionata" a Gaza; il 39% desidera che il conflitto prosegua "fino al collasso definitivo di Hamas", Secondo un altro sondaggio, condotto dalla Penn State University e pubblicato da Haaretz, il 65% degli ebrei israeliani è d'accordo con Netanyahu e Smotrich quando paragonano i palestinesi agli Amaleciti, il popolo biblico che Dio comandò agli israeliti di sradicare "fino all'ultimo bambino e all'ultimo bue". Netanyahu ha detto chiaramente che il suo obiettivo è la pulizia etnica: "Mettiamo in atto il Piano Trump". Come ricordava Lenny Bruce, la realtà è ciò che è, non ciò che dovrebbe essere. Non c'è alcun bisogno di dietrologie per spiegare la complessità del mondo: basta mettere in fila i fatti. (Tratto “Dalle panzane di Qanon alle bugie di Trump: quando la realtà è altra” di Daniele Luttazzi pubblicato su “il Fatto Quotidiano” del 6 di agosto 2025).

Psiche&Politica”. 2 “La mappa dei narcisisti tra pelle spessa e sottile”, testo della intervista di Antonello Caporale allo psichiatra – docente presso l’Università degli Studi di Roma – Vittorio Lingiardi pubblicata su “il Fatto Quotidiano” del 4 di agosto 2025: E il narcisista che è in te?  A pelle spessa o a pelle sottile?  Arrogante, fragile, depresso? Professor Lingiardi, lei ha scritto un saggio importante (Arcipelago N. Variazioni sul narcisismo) che ci aiuta a classificare i narcisisti per le loro caratteristiche esterne. «Quello delle personalità narcisistiche è un territorio molto ampio. Partirei da qui: siamo tutti narcisisti, ma non allo stesso modo. Un buon diagnosta sa esplorare il confine tra un carattere con tratti narcisistici e la patologia che chiamiamo "disturbo narcisistico della personalità". Con le sue versioni grandiosa "a pelle spessa" e fragile "a pelle sottile': per usare le calzanti definizioni dello psicoanalista Herbert Rosenfeld. Aggiungerei che esiste anche un "narcisismo sano", un amore di sé non autocelebrativo, invidioso o prepotente».

Trump è il narcisista dalla pelle spessa, super arrogante? Netanyahu corroso dalla voglia di comandare? Pùtin, freddo e spietato? «La deontologia mi impedisce di applicare categorie diagnostiche a persone che non ho valutato in un contesto professionale. Ma riconosco che la visibilità personale dei politici, legata ai social e all'esibizionismo della politica contemporanea, può indurre a considerazioni cliniche. Infatti, nonostante la "regola Goldwater", istituita nel 1973 dall'American Psychiatric Association, per cui non è etico formulare diagnosi senza un'adeguata consultazione clinica, molti psichiatri americani hanno ritenuto di segnalare le problematiche narcisistiche "maligne" di Trump. Detto questo, per i nomi che mi ha fatto, non c'è bisogno di scomodare categorie cliniche quando bastano e avanzano il giudizio politico e la valutazione umana».

The dangerous case of Donald Trump è la monumentale rassegna diagnostica dei problemi psicologici e della pericolosità dell'agire del presidente Usa. L'opinione pubblica al momento del voto se ne è però infischiata dell'iniziativa dei suoi colleghi statunitensi. «La presa di posizione dei professionisti della salute mentale che hanno richiesto un esame delle condizioni psichiche di Trump risale al 2016. Dicevano che comportamenti e dichiarazioni di Trump parlassero chiaro: oltre agli elementi narcisistici, c'erano quelli paranoidi e antisociali. Abbiamo visto com'è andata. Proprio in questi giorni sono a Lisbona al convegno dell'International Psychoanalytic Association e non c'è un collega che non sia angosciato per la sua "toxic leadearship". Mi consigliano di vedere The Apprentice, il biopic sull'inizio carriera di Trump».

Ammettiamolo: il potere nasconde spesso un disagio psichico in chi lo esercita. «Narcisismo e abuso di potere sono legati da una lunga e per certi aspetti inevitabile tradizione. Ma ribaltiamo il problema, assumendo la prospettiva di un altro libro: L’America di Trump all'esame di uno psichiatra (Boringhieri). L'autore, Allan Frances, grande psichiatra americano, dice: Trump non è pazzo, è chiaramente sopra le righe, ma è il contesto che ne ha permesso l'ascesa ad essere malato. Trump è l'emblema di una grave crisi della democrazia occidentale».

Dai leader globali a quelli di casa nostra. Da Trump fino a Renzi, De Luca, Emiliano. Esiste un alert per prevenire il disastro? Un sms di emergenza del tipo: caro elettore, attento a Giorgia Meloni perchè ha un esagerato bisogno di ammirazione. «Non la seguo. Come ho detto, a parte considerazioni generali sui despoti che occupano in modo eclatante la scena politica (e ahimè bellica) internazionale, non applicherei categorie cliniche alla politica nazionale. Me lo hanno chiesto spesso e non l'ho mai fatto, è una pratica un po' spiccia in cui non credo. Rischia anche di distogliere dal giudizio sull'operato politico. Facciamo parlare i fatti, quello che uno fa. O non fa».

Allora indichi una medicina per curare i narcisisti. «Per i problemi psicologici la cura è una buona diagnosi e psicoterapia. Per la politica c'è bisogno di visione, condivisione di valori e attenzione ai bisogni sociali. Di una riflessione sulla democrazia oggi e la riconquista della partecipazione elettorale».

Narcisisti si nasce o si diventa? «Siamo l'intreccio di fattori biologici, psicologici, sociali. Ma una personalità narcisistica è soprattutto il risultato dell'ambiente di cura e di cultura in cui è cresciuta».

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