“LaSempiternaPoliticaItalica”. “L’ultima scialuppa per la figlia devota di Bettino e Silvio”, testo di Pino Corrias pubblicato su “il Fatto Quotidiano” del 31 di marzo 2026: Stefania Craxi è sempre stata un caso umano, mai politico. Neppure ora che la sua socia in abissi paterni, Marina Berlusconi, l'ha nominata capogruppo di Forza ltalia al Senato, seccata, seccatissima, della sconfitta subita al referendum contro gli odiati magistrati. L'ha imposta con gesto di erede del capoazienda che promuove l'erede di uno dei suoi maggiori complici per fare un dispetto alla masnada di incapaci che intasano le tubature del partito nato trent'anni fa con i soldi del padre per tutelarne i debiti accumulati, i segreti inviolati, i destini incrociati. Nel libro di memorie, prudentemente compilato dopo la morte del padre, Stefania ha scritto in prima pagina: "Nella nostra famiglia la politica era una signora che sedeva a tavola con noi". Doppia bugia.
"Il bruco (2017)". Foto di Aldo Ettore Quagliozzi
"Il bruco" (2017). Nikon Coolpix P900. Foto macro. Stato larvale della falena diurna "Macroglossum stellatarum" volgarmente detta "sfinge colibrì".
mercoledì 1 aprile 2026
MadeinItaly. 83 Stefania Craxi: «Putin mi piace, perché è una guida autorevole del suo Paese. Mi piace perché non nasce dal nulla, ma si è forgiato nella lotta politica risollevando la Russia nei suoi sentimenti patriottici. A differenza dei leader occidentali che parlano di banche e di spread, lui è un leader nazionale che parla di valori, di orgoglio e di sentimenti».
lunedì 30 marzo 2026
Doveravatetutti. 75 Fratel Nazareno: «In un mondo di guerre ciò che vince è l'amore e mai l'odio, perché l'amore e il perdono edificano, l'odio e la vendetta distruggono, anzi uccidono».
domenica 29 marzo 2026
sabato 28 marzo 2026
giovedì 26 marzo 2026
mercoledì 25 marzo 2026
MadreTerra. 69 Giuseppe De Marzo: «Siamo dinanzi a un'oligarchia legata mani e piedi a fossili e armi che si muove senza scrupoli, fuori dalle regole condivise del diritto internazionale, ritenuto un freno agli affari, che gioca con le sorti del mondo, riducendolo a oggetto di conquista per i propri interessi».
martedì 24 marzo 2026
MadeinItaly. 82 Loredana Lipperini: «Viene da chiedersi quale Paese abbia in mente la presidente, e quale il presidente del Senato Ignazio La Russa, sempre pronto a parlare dell'odio altrui in qualsiasi circostanza, dimenticando che sull'odio le destre hanno costruito le loro campagne elettorali e la loro, ci si augura momentanea, fortuna».
domenica 22 marzo 2026
Doveravatetutti. 74 Federico II di Prussia: «Se i miei soldati cominciassero a pensare, nessuno di essi rimarrebbe nelle file».
Wilhelm Camphausen dipinge un'icona senza tempo del dispotismo "illuminato", fermando sulla tela un Federico II di Prussia ormai sessantenne, dallo sguardo spiritato e fanatico, pronto a sferrare una bastonata a un servitore o a un ministro incapace. Con quegli occhi sbarrati, Federico vedeva fino in fondo alle cose: «Se i miei soldati cominciassero a pensare» disse, «nessuno di essi rimarrebbe nelle file». Citando questa lucida constatazione, Lev Tolstoj scrisse una pagina profonda e dolente sulla "cieca" obbedienza dei soldati, che in ogni tempo e in ogni luogo non trovano il coraggio di disertare anche se "nel fondo della loro anima sentono che fanno un atto cattivo obbedendo alle autorità che li strappano al lavoro, alla famiglia e li mandano alla strage inutile". E questo non è, purtroppo, l'unico motivo per guardare oggi con interesse alla Prussia di Federico II. Si narra che un mugnaio di Potsdam a cui il re voleva espropriare, e distruggere, un certo fastidioso mulino posto troppo vicino alla reggia di Sanssouci, rispose seccato: «Ci sarà un giudice, a Berlino!». La storia è in realtà una leggenda, forse ispirata a una vicenda analoga, ma più complicata. Vera o falsa, la morale è chiara: perfino sotto il ferreo Federico, la Prussia era così "costituzionale" da avere giudici tanto liberi e così soggetti solo alla legge da poter dar torto (almeno in teoria) anche allo stesso re prepotente. C'è un motivo per cui questa storiella ha avuto tanta fortuna nel Novecento: ed è che non è per nulla scontato, anche nelle nostre democrazie, che il potere esecutivo si lasci limitare da quello giudiziario. Ed è esattamente su questo che voteremo, domenica e lunedì: perché c'è di nuovo un governo che vuole togliersi di torno i giudici. Lo fa spergiurando che così il popolo sarà più sovrano: ma la verità è il contrario, e cioè che il popolo è davvero sovrano se la sua sovranità è spezzata (almeno) tra tre poteri, perché quando sono tutti concentrati, chi li detiene caccia il popolo dal trono, e si siede lì, al suo posto, come un sovrano abusivo e prepotente. Se vogliamo che ci sia ancora "un giudice a Roma", allora è il momento di dire un rotondo No a questa riforma. È il modo che abbiamo per fermare la bastonata che il re sta per sferrarci. E per far sì che quello sguardo ebbro di un potere senza limiti resti nei quadri dell'antico regime: oggi lo vediamo anche troppo spesso tornare tutto intorno a noi, stampato sui volti dei tanti tiranni che ci circondano. (Tratto da “Ci sarà un giudice a Berlino. O a Roma” di Tomaso Montanari pubblicato sul settimanale “il Venerdì di Repubblica” del 20 di marzo 2026).
sabato 21 marzo 2026
venerdì 20 marzo 2026
martedì 17 marzo 2026
lunedì 16 marzo 2026
domenica 15 marzo 2026
sabato 14 marzo 2026
giovedì 12 marzo 2026
martedì 10 marzo 2026
lunedì 9 marzo 2026
sabato 7 marzo 2026
venerdì 6 marzo 2026
mercoledì 4 marzo 2026
MadeinItaly. 79 Il “generalissimo” Vannacci: «Voi siete romani, e i romani hanno sopravvissuto tremila anni a qualsiasi fatalità della vita! Hanno sopravvissuto alle invasioni barbare, hanno sopravvissuto ai lanzichenecchi, hanno sopravvissuto ai francesi, agli spagnoli, a tutti quanti! Anche ai Papi hanno sopravvissuto i romani!».
martedì 3 marzo 2026
domenica 1 marzo 2026
sabato 28 febbraio 2026
venerdì 27 febbraio 2026
giovedì 26 febbraio 2026
MadreTerra. 67 Giuseppe De Marzo: «Non rispettare le indicazioni della scienza, le convenzioni internazionali e gli impegni presi dai governi per mitigare gli effetti della crisi ecologica ci espone a maggiori pericoli e a una costante insicurezza sociale e ambientale».
mercoledì 25 febbraio 2026
domenica 22 febbraio 2026
sabato 21 febbraio 2026
venerdì 20 febbraio 2026
giovedì 19 febbraio 2026
martedì 17 febbraio 2026
lunedì 16 febbraio 2026
domenica 15 febbraio 2026
sabato 14 febbraio 2026
venerdì 13 febbraio 2026
giovedì 12 febbraio 2026
mercoledì 11 febbraio 2026
Doveravatetutti. 59 Tomaso Montanari: «Non abbiamo altra scelta: quella comunione con la natura dovrà tornare ad esserci, in futuro. Se lo vogliamo, un futuro».
















































