"Il bruco (2017)". Foto di Aldo Ettore Quagliozzi

"Il bruco (2017)". Foto di Aldo Ettore Quagliozzi
"Il bruco" (2017). Nikon Coolpix P900. Foto macro. Stato larvale della falena diurna "Macroglossum stellatarum" volgarmente detta "sfinge colibrì".

giovedì 13 ottobre 2016

Paginatre. 52 “Dario Fo e il dialogo del Nazareno”.



Da “Il dialogo del Nazareno tra Ruby, Gelli e il lifting” di Dario Fo, su “il Fatto Quotidiano” del 17 di luglio dell’anno 2014: (…). “Mi piacciono questi spazi francescani. Con un papa che ama la modestia e la povertà dobbiamo porci al suo livello. Come si chiama questo sito?”.
“Nazareno”.
“Ohi! Come dire un termine che viene da Nazareth, dove è nato Gesù Cristo in una stalla, col bue e l’asinello”.
“Sì, è lui”.
“Beh, non mi sembra il luogo più adatto per questo nostro incontro”.
“E perché?”.
“Venirci a incontrare col progetto di fare un beverone fra un condannato alla galera e il segretario del partito dei lavoratori…”.
“Una volta era dei lavoratori, adesso siamo l’espressione di tutta una nazione”.
“Tutta la nazione? Compresi i diseredati e i sei milioni di poveri ridotti al lastrico?”.
“Sì, ci sono anche quelli, ma non danno fastidio”.
“Come gli evasori fiscali, del resto”.
“Eh sì, anche loro stanno tranquilli e seren”i.
“Vorrei vedere, gli lasciamo combinare ogni porcata finanziaria gratis…”.
“Per loro l’Italia è il più grande paradiso fiscale del mondo”.
“Ah, ah! Buona questa! Ma per favore evita di dire battute del genere, lo sai, sono un plastificato… Un altro di questi sghignazzi e la faccia mi va in pezzi, ohohoh! Com’è divertente la politica!”.
“Eh sì che è divertente!”.
“Ma lavoriamo anche, mettiamo giù il nostro accordo. Senti Matteo, preferisci…”.
“No, no per carità non chiamiamoci per nome, qui ci sono orecchi sensori in ogni luogo…”.
“Allora tu hai l’intenzione che si prepari un documento… insomma un accordo segreto?”.
“Certo, segreto e conosciuto solo da noi due”.
“E gli altri, soprattutto l’apparato e la base dei nostri partiti, non devono sapere nulla?”.
“Sapranno quello che noi decidiamo di far loro conoscere”.
“Bell’idea, ma da chi l’hai copiata?”.
“Da un grande saggio della nostra storia più recente”.
“E naturalmente saranno tutti discorsi e progetti che avremo l’accortezza di aggiustare di volta in volta”.
“Bravo, sei proprio il partner che cercavo”.
“Anche tu (…).”.
“Ma perché un’operazione del genere rimanga sconosciuta bisogna far contratti e accordi, senza mai lasciare nulla di scritto o stampato”.
“Certo, guai a stilare progetti che si possono riprodurre e pubblicare. E ti dirò, parliamo sottovoce e usando termini se possibile contraffatti. Tu lo sai, io ho l’ossessione delle intercettazioni, mi hanno rovinato la vita”.
“Eh, beh, devo dire che spesso parli troppo, amico mio… Anzi, straparli”.
“No! Non farmi ridere, te l’ho detto! Ecco, mi si è staccato mezzo orecchio”.
“L’orecchio? Come mai?”.
“Eh, sì, per tirarmi su la pelle prima bisogna staccarmi l’orecchio, poi si rincolla”.
“Ahahah! Questa poi non la sapevo! Beh, cerchiamo di memorizzare tutto quello che andremo dicendo. Ascolta. Prima cosa, una delle riforme più urgenti da realizzare è rendere impraticabili gli strumenti di partecipazione politica”.
“Cosa vuol dire?”.
“Andiamo, non ti si sarà staccato anche il cervello? Partecipazione, la raccolta di firme per indire un referendum. Fino ad adesso era di cinquecentomila adesioni, da questo momento bisogna aumentare il numero di richiedenti”.
“Va bene. Facciamo seicento”.
“No, di più, di più”.
“Settecento?”.
“No, di più, di più”.
“Un milione”.
“No, è troppo. Un milione è una parola che non bisogna mai porre nella testa al popolo, si risente. Facciamo ottocento. Con una cifra del genere tagliamo le gambe ad ogni passo che pretenda la partecipazione popolare. Da ‘sto momento il problema del quorum è seppellito vivo”.
“Poi subito intervenire a proposito del nuovo ordinamento del Senato. Il Senato non deve essere più eletto dal popolo ma dai consiglieri regionali, nominati da noi”.
“Bell’idea! Bravo! Ma da chi prendi queste pensate?”.
“Da un amico, da un vero grande saggio”.
“È lo stesso dal quale prendo anch’io le idee? Chi è, Andreotti?”.
“No, è uno ancora vivo e vegeto”.
“Ah, Gelli, l’eterno marpione della politica italiana. Scritti memorabili ha lasciato!”.
“La P2 per me è come il Vangelo”.
“Certo, e vive sempre in mezzo a noi”.
“Cerchiamo di infilarceli bene nella testa questi ordinamenti”.
“Ora arriviamo alla legge elettorale”.
“Oh sì, ti dirò che mi dispiace che si sia deciso di togliere il nome originale”.
“Quale originale?”.
“Il porcellum, bastava renderlo più gentile, porcellinum per esempio, schifosetto”.
“Via con le nostalgie, veniamo al dunque. Prima di tutto bisogna eliminare i piccoli partiti”.
“Ah, sì, sono d’accordo. Dobbiamo porre uno sbarramento invalicabile per loro, quattro, cinque per cento, anche di più!”.
“Questa sì che è una rottamazione da re! E fare in modo soprattutto che il premio di maggioranza sia di nostra facile acquisizione, con quello avremo in mano l’elezione del presidente della Repubblica e, di qui, anche della Corte costituzionale, è un gioco da ragazzi!”.
“Ti ricordi quell’espressione dei fanatici rivoluzionari di quarant’anni fa? ‘Vogliamo tutto’?”.
“Sì, ne ho sentito parlare!”.
“Ah Ah! E adesso lo gridiamo noi! Tutto il potere vogliamo, e agli altri niente. Via le commissioni, via le inchieste, via le associazioni, controllo sulla stampa, sovvenzioni soltanto a chi scrive bene di noi e il resto è silenzio”.
“Certo, certo, l’opposizione messa fuori gioco è la più grande vittoria di democrazia autoritaria che si possa ottenere”.
“Tutto perfetto, soltanto, perché io fossi interamente felice ci vorrebbe un miracolo”.
“Quale?”.
“Che alla prossima sentenza sul processo Ruby io fossi assolto. Ma possibile che voi non possiate far niente per salvarmi? Io rischio sette anni, e questa volta, stai tranquillo, non mi manderanno a far compagnia ai vecchietti di Cesano Boscone”.
“Ci stiamo pensando, e forse qualcosa…”.
“Non basta pensarci, fra un giorno per me può essere la fine, e allora anche voi vi ritroverete con le spalle al muro. Chi vi sosterrà al governo? C’è qualcosa che io sento intorno che ci è ostile”.
“Anch’io. Non sarà colpa di questo luogo che ci siamo scelti per venire a discutere del nostro progetto?”.
“Ma no, Gesù non ha mai inflitto pene o castighi a nessuno. Il perdono è la sua costante più gloriosa”.
“Sì, ma purtroppo certe volte va fuori anche lui dai gangheri. Dovremmo chiedere un aiuto a San Francesco… voglio dire a papa Francesco. Forse lui può intercedere…”.
“Non credo. Uno che sveglia tutti i politici che contano, compresi ministri, sottosegretari e presidenti vari alle sei del mattino per farli venire ad assistere alla sua messa e poi li schiaffeggia con accuse terrificanti non è uno che collabora per salvare un governo come questo”.

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