"Il bruco (2017)". Foto di Aldo Ettore Quagliozzi

"Il bruco (2017)". Foto di Aldo Ettore Quagliozzi
"Il bruco" (2017). Nikon Coolpix P900. Foto macro. Stato larvale della falena diurna "Macroglossum stellatarum" volgarmente detta "sfinge colibrì".

lunedì 20 aprile 2015

Sfogliature. 38 “Buoni e cattivi”.



“Age of pisces (?) / L'era dei pesci (?)” (2012) di LucaViapiana. Oil, Acrylic on Thermal Paper applied on Canvas. Cm 54x120.
Il lunedì 18 di giugno dell’anno 2007 postavo il quarantaquattresimo post di una serie che aveva per titolo “Memorie del tempo”. Titolo di quel lontanissimo post: “Buoni e cattivi” che ripropongo per questa “sfogliatura”. Vuole rappresentare questo modestissimo post la prova di una immutabilità antropologica nonché culturale di quello che viene definito il bel paese. Bello, perché? Da quel tempo oramai lontano abbiamo navigato a vista, sopravvivendo malconci al “berlusconismo” per approdare al tempo attuale rappresentato da quel “cambiareverso” che è un non senso assoluto. A quel tempo tutti i mali che affliggevano il bel paese venivano fatti risalire all’imperante dominio di quella che veniva definita la “televisione commerciale”. Orbene, di quella televisione ne ha usufruito il “berlusconismo” tout-court così come oggigiorno ne usufruisce la nuova vulgata. E la differenza dove sta? Rileggendo il post di quel tempo andato…

mercoledì 15 aprile 2015

Oltrelenews. 37 “Factchecking”.



Da “Il fact checking è passato di moda: la cazzata (meglio se in tv) è libera” di Alessandro Robecchi, su “il Fatto Quotidiano” del 4 di febbraio 2015: (…). …capita che un ministro – la ministra delle riforme Boschi – vada in tivù, ospite di una popolare trasmissione (L’Arena, Raiuno) e, nel difendere una contestata norma prima approvata dal Consiglio dei Ministri e poi ritirata con imbarazzo, citi una legge francese. Insomma, è il succo, qui si fa tanto casino per uno sconto con soglia del tre per cento a chi froda il fisco, mentre in Francia quella soglia è del dieci per cento. Spettatori: tra i tre e mezzo e i quattro milioni di persone. Ecco. Verifica fatti. Fact cheking. Uno si aspetta, il giorno dopo, elaborate infografiche sui giornali, sapienti schemini che mettano a confronto la legge francese con quella italiana. Un lavoro di verifica che riveli alcune cose come, per esempio, che la legge francese dice ben altro, che riguarda l’evasione per errore (per carità, può capitare) ma non la frode, che la soglia è fissata in una manciata di euro (153 per la precisione), che riguarda singole voci dell’imponibile e non, come si è proposto qui, l’intero utile lordo (l’imponibile) di un’azienda, che è una bella differenza. Invece niente, con l’eccezione di questo giornale, qualche sito particolarmente attento e qualche tweet spiritosello.

lunedì 13 aprile 2015

Cosecosì. 94 “L’Io confessionale e l’Isis”.



“Ecce homo”, come da canone. È che la lunga stagione quaresimale e della passione sembra come aver prosciugato la linfa profonda del pensiero. Il cosiddetto “blocco” dello scrivano ha preso impietosamente il sopravvento. Quell’”ecce homo”, di una tragedia bi-millenaria, permane nella sua crudezza anche per le coscienze senza confessione religiosa alcuna. Poiché essa, quella tragedia dell’uomo nazareno, sembra fare da contrappasso alle tragedie dei giorni nostri. Una tragedia che, nella sua continuità, non ha mai avuto un istante solo di tregua. Ma non è dell’uomo nazareno che mi vien di parlare. Capita che attorno alle pasquali tavole imbandite per ricordare, ma non tanto, quella tragedia bi-millenaria ci si ritrovi a parlare dei fatti correnti, delle tragedie correnti. Nell’occasione neanche le “cuddure” nella solatia terra sicula, artisticamente elaborate dalle esperte massaie, per come la tradizione vuole ed impone, e con quell’infinità di uova in esse immerse, hanno alleviato la cupezza di quella tragedia che si rinnova nei giorni presenti. Il colloquiare è stato stanco, quasi di cortesia. Ma la tenzone era dietro l’angolo. È bastato un nulla. “Ecce homo”. Dichiara la sua confessionalità. Dichiara, con ostentato orgoglio, la passata sua militanza politica che a quella sua confessionalità si era ispirata tradendone in verità lo spirito e l’essenza. E con volo iperbolico sorprende gli astanti – esterrefatti - confessando la sua incondizionata ammirazione per i tagliatori di teste d’oggigiorno che a suo parere dimostrano la pienezza della loro fede, una forza grande, quella pienezza e quella forza che non si mostrano essere più in dote alle confessioni dell’Occidente.