(…). Non amo parlare basandomi interamente
su numeri e statistiche. Cerco sempre di dare un volto alle vittime. Vivian
Silver ha settantaquattro anni ed abita nel kibbutz Beeri. Non la conosco, ma
so che è una militante della pace. Fa arrivare i bambini di Gaza negli ospedali
israeliani. Esistono persone come lei, che rischiano la vita per contribuire al
riavvicinamento dei due popoli. È stata rapita, non se ne conosce la sorte.
Nulla, secondo me, può giustificare gesti di questo tipo. Ascolto i discorsi di
chi su questa tragedia dice qualsiasi cosa. Ma nemmeno una resistenza nazionale
può giustificare una barbarie simile, una tale violenza. Bruciare vive delle
persone, uccidere dei bambini davanti ai loro genitori...Nulla può giustificare
questo. Azioni simili non fanno che ritardare il necessario accordo tra
israeliani e palestinesi — perché è evidente che tra i due popoli occorra
trovare un modus vivendi sostenibile. Non vi sono altre opzioni possibili. (…).
Il macabro ciclo di eventi a cui stiamo assistendo fa venire voglia di
piangere. Il governo Netanyahu è composto da integralisti, membri dell’estrema
destra, persone che si lasciano andare a delle provocazioni sul Monte del
Tempio, a Gerusalemme. Mentre, da mesi, ogni settimana centinaia di migliaia di
israeliani manifestano contro questo governo. Il sentimento più diffuso oggi è
simile a quello di cinquant’anni fa. La storia purtroppo si ripete. Ma il ciclo
che stiamo vivendo è peggiore di quello che la mia generazione conobbe. Nel
1973, ai tempi della guerra del Kippur, non vi furono villaggi distrutti, dati alle
fiamme o occupati, né israeliani rapiti. Oggi è un’altra storia. Si è messo in
moto un rituale terribile, fatto di bombardamenti, perdita di vite umane e
spreco di tutte le risorse di questa regione, in nome del conflitto militare, e
senza soluzione di continuità.
"Il bruco (2017)". Foto di Aldo Ettore Quagliozzi
"Il bruco" (2017). Nikon Coolpix P900. Foto macro. Stato larvale della falena diurna "Macroglossum stellatarum" volgarmente detta "sfinge colibrì".
venerdì 27 ottobre 2023
mercoledì 25 ottobre 2023
ItalianGothic. 77 Nanni Delbecchi: «Povero Lord Giambrummell, e poveri noi. Bei tempi quando la vita era altrove; adesso l'altrove non c'è più».
“(…). Giorgia Meloni se la tira da
conservatrice, ma se c'è una cosa tristemente modernista nell'ascesa e caduta
di Lord Giambrummell è la morte della vita privata, la digitalizzazione dei
sentimenti che non risparmia nemmeno i potenti, anzi. Tutta la vicenda dei
Giambrunez è una vicenda mediatica, galeotto fu lo studio televisivo, fu poi
rischioso cavalcare l'onda anomala delle telecamere, fatale divenne il fuorionda.
martedì 24 ottobre 2023
Memoriae. 86 Donald Rumsfeld, Segretario della Difesa americana (2002): «“Sono interessato perché ci sono cose conosciute note. Poi ci sono cose sconosciute che non conosciamo e poi cose sconosciute che non sappiamo neppure di non sapere”».
Ha scritto ieri, 23 di ottobre 2023, Massimo
Ammaniti in “Se si spegne la ragione”
pubblicato sul quotidiano la Repubblica”: (…). Quello che è successo a Gaza con la
distruzione dell’Ospedale e la morte di centinaia di persone, fra cui molti
bambini, ha provocato uno scontro mediatico fra Israele e Hamas, ognuno per
accusare l’altro per la responsabilità dell’eccidio, (…). Quello che è mancato
in entrambi i popoli è il dolore e la disperazione per la drammatica morte di
tante persone, sia che si trattasse dei malati ricoverati in ospedale sia delle
famiglie che si erano rifugiate lì, nella speranza di potersi salvare dai
bombardamenti.
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