"Il bruco (2017)". Foto di Aldo Ettore Quagliozzi

"Il bruco (2017)". Foto di Aldo Ettore Quagliozzi
"Il bruco" (2017). Nikon Coolpix P900. Foto macro. Stato larvale della falena diurna "Macroglossum stellatarum" volgarmente detta "sfinge colibrì".

mercoledì 15 dicembre 2021

Notiziedalbelpaese. 44 Violante e «i complimenti di Dell’Utri: “Anche lui può redimersi”».

 

“Violante”, semplicemente un “participio” (non ricordo di chi sia il copyright). Tratto da “Violante, che cambiò idea su tutto e ora ambisce al Quirinale” di Pino Corrias, pubblicato su “il Fatto Quotidiano” di ieri martedì 14 di dicembre 2021: (…). Nacque sfortunato, Luciano Violante, nel campo di prigionia inglese di Dire Daua, Etiopia, anno 1941, impero coloniale dell’Italietta già in sfacelo. Rientra con la madre in Italia, a Rutigliano, provincia di Bari, il padre, giornalista comunista, arriverà solo nel 1946. Si laurea in Giurisprudenza, diventa assistente di Aldo Moro in università e militante togliattiano in casa. Primo incarico, Giudice Istruttore a Torino, anno 1968. Prima condanna, quella di un ragazzo che ha dato del fesso a un vigile urbano. Cosa che oggi lo farebbe inorridire, ma all’epoca fa curriculum. Si specializza in inchieste sul terrorismo rosso e nero. Ma sarà il cosiddetto “golpe bianco” di Edgardo Sogno a lanciarlo nella piena risonanza mediatica. Edgardo Sogno è un personaggio di molti romanzi in proprio, nobile, monarchico, franchista in Spagna e antifascista clandestino in Italia – guiderà l’evasione dal carcere di Ferruccio Parri – in tempo di pace polemista senza pace, giornalista, carriera diplomatica in mezzo mondo. Violante lo accusa di preparare il colpo di Stato. Lo indaga. Nel 1976 lo arresta. Due anni dopo le prove non reggono, l’inchiesta va in fumo. Ma intanto Violante ha conquistato le prime pagine dei giornali e delle polemiche. Cosa che oggi lo farebbe inorridire, ma all’epoca fa curriculum. Al punto che il Pci lo candida alle elezioni politiche del 1979, bye bye magistratura. Entra trionfale alla Camera dei deputati, dove rimarrà per sei legislatura, 29 anni filati, un record che si gioca con il capocannoniere Mastella. In pieni Anni di Piombo diventa membro della Sezione Problemi dello Stato, delfino di Ugo Pecchioli, eminenza grigia del Pci, canale di collegamento con il generale Carlo Alberto dalla Chiesa nella lotta alle Brigate Rosse, gestendo infiltrati e controinformazione nelle fabbriche. Si impegna nell’antimafia dalla parte sbagliata, anche se lui crede a fin di bene: fa la guerra a Falcone che dopo il Maxiprocesso a Cosa Nostra si ritrova isolato tra i corvi della Procura di Palermo, accusato di protagonismo e di non inquisire Andreotti.

domenica 12 dicembre 2021

Dell’essere. 28 Bjorn Larsson: «È una vita che provo a capire cosa significhi essere umani».

 

A lato. "Giornata di sole a Chioggia", acquerello (2021) di Anna Fiore.

Tratto da “Quel che resta della dignità umana” di Bjorn Larsson pubblicato sul quotidiano “la Repubblica” del 30 di settembre 2021: È una vita che provo a capire cosa significhi essere umani.

venerdì 10 dicembre 2021

Paginedaleggere. 73 Enzo Bianchi: «È mio padre che me l’ha insegnato. C’è il giusto e l’ingiusto, mica il battezzato e il non battezzato».

Riportata – alle pagg. 160/161 - nel volume “Falso Natale” – Editrice UTET (2018) - di Errico Buonanno, la cronaca del giorno 24 di dicembre dell’anno 1951, in Digione, Francia: (…). In rappresentanza di tutte le famiglie cristiane della parrocchia desiderose di lottare contro la menzogna, duecentocinquanta bambini, raggruppati davanti alla porta principale della cattedrale di Digione, hanno bruciato Babbo Natale. Non si è trattato di un evento spettacolare ma di un atto simbolico. Babbo Natale è stato sacrificato in olocausto. La sua menzogna non risveglia nei bambini alcun sentimento religioso e non può considerarsi in nessun caso educativa. C’è chi dice che si sia voluto fare di Babbo Natale il contrappeso dell’orco delle fiabe. Per noi cristiani la festa del Natale è e deve rimanere la ricorrenza che celebra la nascita del Salvatore. (…). Tratto da “Il Natale: ma è nato un uomo o un Dio?”, intervista di Gad Lerner ad Enzo Bianchi – fondatore della Comunità monastica di Bose - pubblicata sul settimanale “il Venerdì di Repubblica” del 24 di dicembre dell’anno 2010: Se il Natale è diventato un’orgia consumista priva di spiritualità, non dipende anche dalla sua origine? In fondo è la meno cristiana delle ricorrenze, connotata da una matrice pagana di gran lunga precedente la nascita di Gesù. E il bambinello non vi è forse celebrato come un’antica divinità antropomorfa? So di non scandalizzare il priore del Monastero di Bose, Enzo Bianchi, avanzandogli obiezioni radicali come questa. Dialogare con gli ebrei e con i non credenti è per lui un’abitudine quotidiana. Così come godersi lo stupore del forestiero quando giunge qui sulla Serra morenica fra Ivrea e Biella, specie d’inverno, con i prati ricoperti dalla galaverna e sullo sfondo, bianchissimi, i ghiacciai alpini.