“ItalichEccellenze”. 2 George Lucas ha avuto intuito, nel lontano 1999, nell'intitolare "La minaccia fantasma" il prequel di StarWars, e lo constatiamo oggi nel mondo reale, dove la minaccia medesima non viene dai Sith ma dalle Brigate Rosse, evocate da ministri ed eurodeputate, e magari anche da qualche mamma vecchio stampo (mangia o chiamo Renato Curcio). L'ultima seduta spiritica si deve a Pina Picierno, vice-presidente Pd del Parlamento europeo, che ha partecipato a una trasmissione di Radio Atreju insieme a Carlo Fidanza, Fratelli d'Italia, vicepresidente del Partito dei Conservatori e Riformisti Europei e dell'Unione Democratica Internazionale. Tanta roba, è vero: ma Fidanza è noto alle cronache per una cena elettorale del 2021 scandita da saluti romani e Heil Hitler, un patteggiamento per corruzione nel 2022 e la simpatica abitudine di dire "Berizzi" invece di "cheese" nelle foto di gruppo. Ora, si può aprire una riflessione lunghissima sull'opportunità di discutere con almeno alcuni dei propri antagonisti politici: ma quando proprio Paolo Berizzi, giornalista che si occupa di neofascismi e vive sotto scorta da anni, ha fatto notare che Fidanza non era l'interlocutore ideale, Picierno l'ha praticamente accusato di voler tornare alla "furia ideologica" dei tempi andati.
"Il bruco (2017)". Foto di Aldo Ettore Quagliozzi
"Il bruco" (2017). Nikon Coolpix P900. Foto macro. Stato larvale della falena diurna "Macroglossum stellatarum" volgarmente detta "sfinge colibrì".
mercoledì 4 marzo 2026
MadeinItaly. 79 Il “generalissimo” Vannacci: «Voi siete romani, e i romani hanno sopravvissuto tremila anni a qualsiasi fatalità della vita! Hanno sopravvissuto alle invasioni barbare, hanno sopravvissuto ai lanzichenecchi, hanno sopravvissuto ai francesi, agli spagnoli, a tutti quanti! Anche ai Papi hanno sopravvissuto i romani!».
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«Voi siete romani', e i romani hanno sopravvissuto tremila anni a
qualsiasi fatalità della vita! Hanno sopravvissuto alle invasioni barbare,
hanno sopravvissuto ai lanzichenecchi, hanno sopravvissuto ai francesi, agli
spagnoli, a tutti quanti! Anche ai Papi hanno sopravvissuto i romani!», urlava
Vannacci in piazza Santi Apostoli a pochi giorni dalle elezioni europee. Per la
prima volta in comizio al cospetto di potenziali pretoriani romani storicamente
avvezzi alla vanagloria, Vannacci raddrizzava il mondo facendo scempio della
lingua italiana. Gente che "aveva sopravvissuto a tutto", stava per
soccombere per tanta somaraggine. Dal vivo Vannacci non lo avevo ancora mai
visto, e quel battesimo sgrammaticato impreziosito dal tic di incrociare le
dita per aizzare quei pochi nostalgici del Ventennio che non si fossero ancora
accorti che era proprio a loro che stava parlando, nonostante le bassissime
aspettative, comunque mi stupì. Inaspettatamente rivalutai la zoppa logica, il
povero eloquio e financo gli scolastici elenchi del povero Salvini che tanta
scena stava lasciando a quel grottesco figuro. Sulle note dello spero ignaro De
Gregori, Generale e Capitano si abbracciarono virilmente, vigorosamente, pronti
a raddrizzare un mondo comunque reso tale da troppi anni di Lega al governo.
«Qui non si porta via niente, quelli sono 500mila voti della Lega, c'era il
mio, quello della mia compagna, di mio papà, della mia mamma, di mia sorella».
Ora che Vannacci se ne è andato dalla Lega per fare "la cosa nera",
(così è stato chiamato il blob di putridi rigagnoli confluenti nello stagno del
transfuga), Salvini sembra non averci ancora capito nulla. Mi chiedo se almeno
in famiglia, laddove tutti hanno votato Vannacci, lo trattino per ciò che da
anni appare in pubblico: un seriale collezionista di figure di merda. Il
Capitano, che del cambiare idee, posizioni, alleati, slogan e riferimenti
politici ha fatto stile di vita, accusa il Generale di averlo tradito. Il
Generale, di contro, argomenta la scelta accusando il Capitano di poca
coerenza, come se non fosse proprio l'incoerenza, da sempre, la cifra politica
di Salvini. "Io dico cazzate da sempre, non da oggi!", avrebbe dovuto
urlare il Capitano in conferenza stampa, e avrebbe avuto la mia personale
standing ovati on sul divano, invece niente, nessun orgoglio da pluridecorato
trasformista medaglia al valore della giravolta. Quella della scissione
leghista, prima vera crepa nella maggioranza di governo, è storia prevedibile e
mortificante, dove si ride molto per non piangere, zeppa di soldatini,
stanziali o migranti (ah! Che beffa!), alla ricerca di nuove mostrine da
mettere al bavero. Vedremo se la sinistra, quasi gelosa per le scissioni
altrui, "avrà sopravvissuto" alla cosa nera magari beneficiandone,
comunque senza muoversi, da ferma. Da tempo pare la sua tattica migliore, o
comunque l'unica di cui dispone. (Tratto da “Generale e Capitano la
guerra dei trasformisti” di Diego Bianchi pubblicato sul settimanale “il
Venerdì di Repubblica” del 13 di febbraio 2026).
Quei tempi sono appunto andati, e le Brigate rosse non
torneranno, e non tornerà neppure Sandro Pertini che dichiarava di continuare a
combattere il fascismo: in compenso ci sono parecchie cose che non se ne sono
mai andate. Facciamo due passi fino a Monfalcone, dove un'altra
europarlamentare (Lega, stavolta), Anna Cisint, insieme alle colleghe di seggio
e di partito Susanna Ceccardi e Silvia Sardone, ha dato vita, sabato scorso, a
un'iniziativa già finita nel nostro Stupidario: «Si scia senza Sharia», ovvero
«confronto pubblico sui temi dell'islamizzazione dell'Europa» con fiaccolata e
rinfresco. Sciocchezze? Bisognerebbe chiederlo a chi vive a Monfalcone, dove,
durante gli anni in cui Cisint è stata sindaca sono avvenuti diversi fatterelli
interessanti: il tetto ai bambini stranieri nelle classi, l'espulsione dalla
biblioteca di due quotidiani, Avvenire e Manifesto, un assessore alla Sicurezza
che pubblicava filastrocche nel giorno dell'Epifania ("Il migrante vien di
notte con le scarpe tutte rotte; vien dall'Africa il barcone per rubarvi la
pensione; nell'hotel la vita è bella nel frattempo ti accoltella; poi verrà
forse arrestato e l'indomani rilasciato"). Fatterelli, certo: a cui
seguono nel tempo le accuse verso gli insegnanti di sinistra, il divieto di
giocare a cricket (a Monfalcone c'è un'ampia comunità bengalese che lo pratica),
il divieto di sedersi (sui gradini del porticciolo) e infine il divieto di
pregare (i centri di preghiera sono stati chiusi). Quando la diocesi di
Monfalcone ha offerto i propri spazi ai fedeli islamici per il Ramadan, Cisint
non l'ha presa affatto bene, e appunto scia senza sharia. Va bene, Franco Fortini
raccomandava di combattere i draghi e non le lucertole: ma i draghi si sono
estinti, mentre le lucertole si moltiplicano e pensano di avere le ali e di
sputare fiamme. (…). Un pensierino su cosa accade a chi sottovaluta le
lucertole, e magari ci chiacchiera pure, andrebbe fatto. (Tratto da “Tra
fantasmi del passato e lucertole alate” di Loredana Lipperini pubblicato
sul settimanale “L’Espresso” del 27 di febbraio 2026).
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