"Il bruco (2017)". Foto di Aldo Ettore Quagliozzi

"Il bruco (2017)". Foto di Aldo Ettore Quagliozzi
"Il bruco" (2017). Nikon Coolpix P900. Foto macro. Stato larvale della falena diurna "Macroglossum stellatarum" volgarmente detta "sfinge colibrì".

venerdì 17 maggio 2013

Cronachebarbare. 13 Vieni avanti cretino!



C’è stato un film che nei lontani anni ottanta del secolo ventesimo è divenuto un “cult”, il culto dell’epoca, sicuramente per il titolo più che per i suoi modestissimi contenuti. Quel titolo divenne a quel tempo un mantra ripetuto, ossessivamente, in tutti gli angoli, anche i più reconditi, delle ubertose contrade del bel paese. Non c’è stata persona che in quegli anni non abbia pronunciato quel titolo a conferma di quanto le scempiaggini possano trovare fertile terreno nell’immaginario collettivo del bel paese. Titolava quel film “Vieni avanti cretino”. Il film – dell’anno 1982 – è stato diretto da Luciano Salce. Protagonista assoluto Lino Banfi. Mi è tornato alla mente a seguito delle vicende politico-elettorali recenti. Chi dovrebbe essere al tempo d’oggi il “cretino” di turno? Allora il regista del film e chi ne scrisse la sceneggiatura vollero rendere omaggio a quella battuta che storicamente viene fatta risalire ai fratelli De Rege, il maggiore dei quali, a nome Guido, era detto “Bebè” (1891– 1945) ed il minore, che di nome faceva Giorgio, era invece detto “Ciccio” (1894–1948), un duo dalla comicità popolare e spassosissimi interpreti della migliore tradizione dell'avanspettacolo italiano. Oggigiorno non vi è più un duo che possa essere interprete di quegli spassosissimi quadretti di comicità popolare. Oggi no: esistono invece interi plotoni dei cosiddetti soloni dell’”antipolitica” al potere ai quali potremmo benissimo rivolgere l’imperativo di quel duo “vieni avanti cretino”, anzi, “venite avanti cretini”. E sono arroccati in ogni angolo dell’”antipolitica” al potere. E si sentono insostituibili, immarcescenti, nel senso che non marciscono a seguito della loro enorme stupidità. Certo che al Banfi di quel film non si sarebbe potuta attribuire colpa alcuna, se non la disgrazia d’essere nato in un certo qual modo. Ma si era nella settima arte, nell’avanspettacolo più puro, che alcune licenze ha il diritto di concedersi. Ben diversa la storia che l’”antipolitica” al potere viene scrivendo in questi giorni. E qui il “vieni avanti cretino” ci sta proprio tutto. Senza attenuanti di sorta. Scrive Bruno Tinti su “il Fatto Quotidiano” di oggi col titolo “Pd, la stupidità non è una disgrazia”: Oltre un certo livello la stupidità non è più una disgrazia, è una colpa. Come non dare ragione all’illustre opinionista. Anche il più digiuno di strategie e di quant’altro aveva immaginato che l’apertura alle cosiddette “larghe intese” avrebbe riconsegnato l’interesse generale del bel paese quale subordinata all’interesse dell’uomo di Arcore. E non solo. Ma avrebbe ridato tono e spazio vitale a colui al quale i mercati, perentoriamente, avevano imposto di mettersi da parte. Ed invece no. I “cretini” di turno hanno fatto ben altre valutazioni in barba – anche e soprattutto - a quell’atto della democrazia che è il voto popolare. Scrive Bruno Tinti: Tutti sanno che il Pd ha fatto un governo con il Pdl. In realtà non è vero: il Pd ha fatto un governo con B. che ha ordinato ai suoi dipendenti di sostenerlo. Il Pd, grato (ci siamo salvati da Grillo e grillini), ha immediatamente accettato la prima delle condizioni di B.: abolire l’Imu. Naturalmente sia il Pd che B. sanno benissimo che l’Italia non può togliere dal proprio bilancio 5 o 6 miliardi di euro che da qualche parte dovranno essere recuperati; che l’unico modo per recuperarli è aumentare le imposte, probabilmente l’Irpef; che, in questo modo, l’onere contributivo ricadrà sui lavoratori dipendenti e sui pensionati visto che sono gli unici che non possono evadere; che l’abolizione dell’Imu significherà, come di consueto, privilegiare i ricchi e tartassare i poveracci. Fino a qui la stupidità cui alludo è quella degli elettori di B. tra cui ci sono molti ricchi (che non sono stupidi per niente) e moltissimi poveracci che non capiscono che i loro interessi non possono essere gli stessi di quelli di una partita Iva con una collezione di Ferrari nel garage della sua villa. E qui l’illustre opinionista entra ad esplorare il campo minato dell’autolesionismo. Quello del Partito democratico, che ha il privilegio – o il merito esclusivo, se tutto ciò possa rientrare nelle facoltà degli umani - di possedere una stupidità particolare, unica ed assoluta. Infatti, dall’autolesionismo non ci si può salvare. Scrive Bruno Tinti: Ma c’è un altro genere di stupidità, quella propria del Pd. L’abolizione dell’Imu si tradurrà automaticamente in incremento di popolarità per B.: ecco uno che mantiene le promesse! Proprio vero. Solo che questo uno è anche un delinquente (senso tecnico della parola: persona che delinque; e B. ha subito 6 sentenze di prescrizione: reati commessi ma è passato troppo tempo perché sia possibile mandarlo in prigione; 2 di amnistia e 2 perché il fatto non è più previsto come reato per via di leggi che si è fatto apposta) che a breve dovrebbe essere condannato – tra processi Ruby, Mediaset, De Gregorio e Unipol – a circa 15 anni di galera. Il che significa che l’unica riforma che proprio gli serve è quella sulla giustizia. Che sarà divisa in due parti: quanto serve per annullare l’effetto di queste sentenze, dunque amnistia e indulto (che tireranno fuori dalle prigioni tantissimi altri delinquenti) ovvero nuovo accorciamento dei termini di prescrizione; e quanto serve per bloccare le indagini in corso su B&C e altre che noi ancora non sappiamo, ma che lui sa benissimo (blocco intercettazioni e abrogazione del potere di iniziativa dei pm). Dunque B. pretenderà immediatamente la “sua” riforma della giustizia. E a questo punto il Pd che farà? Ipotesi 1: sì è proprio vero, la giustizia italiana è malata e costruita espressamente per perseguitare B. e gli altri benefattori del Paese; questa riforma è una priorità. Con il che l’Italia sarà fregata e l’illegalità, la prepotenza e il privilegio prospereranno. Ipotesi 2: non se ne parla nemmeno, la legalità è il cardine della convivenza civile; anzi, processo penale e processo civile vanno razionalizzati e resi efficaci. Ah sì?, ghignerà B.; e io vi tolgo la fiducia: nuove elezioni. E siccome gli stupidi, ipnotizzati dall’abolizione dell’Imu, saranno aumentati, le vincerà. E la riforma della giustizia (e l’uscita dall’euro, l’insolvenza programmata, la bancarotta etc. etc.) se la farà da solo. Questa stupidità non è più una colpa; è un delitto. Oggi tutti i quotidiani riportano dell’incredibile scalata del signor B. nei sondaggi elettorali. A giusta ragione si oppone a che la “porcata” venga annullata. Mica è “cretino”!

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