"Il bruco (2017)". Foto di Aldo Ettore Quagliozzi

"Il bruco (2017)". Foto di Aldo Ettore Quagliozzi
"Il bruco" (2017). Nikon Coolpix P900. Foto macro. Stato larvale della falena diurna "Macroglossum stellatarum" volgarmente detta "sfinge colibrì".

martedì 3 settembre 2019

Letturedeigiornipassati. 39 «Alle democrazie manca sempre qualcosa. È giusto così».


Tratto da “Le democrazie sono imperfette” del politologo Gianfranco Pasquino, pubblicato su “il Fatto Quotidiano” del 3 di settembre dell’anno 2018: Alle democrazie manca sempre qualcosa. È giusto così. Forse è persino meglio così perché nelle democrazie è possibile continuare a cercare quello che manca, spesso trovandolo. Democratico è quello che deve essere soggetto al controllo del popolo: governanti, rappresentanti, assemblee elettive, leggi, non, però, la burocrazia, le Forze Armate, la magistratura, le istituzioni scolastiche che debbono rispondere a criteri di efficienza ed efficacia, di conseguimento degli obiettivi decisi dai rappresentanti e dai governanti. Il popolo deciderà poi se, come, quando fare circolare quei rappresentanti e governanti, cambiarli, meglio non usando il criterio burocratico del limite ai mandati tranne per le cariche elettive di governo che hanno la possibilità di sfruttare il loro potere per influenzare la propria rielezione.

lunedì 2 settembre 2019

Letturedeigiornipassati. 38 «La mia vita a sinistra da La Torre alla crisi».


Tratto da “La mia vita a sinistra da La Torre alla crisi. Per rinascere smettiamo di guardarci allo specchio”, intervista di Daniele Ienna all'ex senatrice comunista Simona Mafai (Roma, 5 luglio 1928 - Palermo, 16 giugno 2019), pubblicata sul quotidiano la Repubblica del 2 di settembre dell’anno 2018: (…). I suoi genitori sono stati grandi artisti. Suo padre, Mario Mafai, si professava agnostico. Sua madre, Antonietta Raphael, era ebrea. Come vivono in lei le sue radici? «Mia madre era molto rigorosa.

domenica 1 settembre 2019

Cronachebarbare. 69 «Siamo governati da persone che non fanno che parlare».


Ha scritto Stefano Bartezzaghi in “Quanto odio dietro le parole”, pubblicato sul quotidiano la Repubblica del 10 di luglio 2019: (…). Fossero anche "solo" parole, e innocue, servirebbero pur sempre a manifestare un pensiero e un modo di stare al mondo. Ma da un sia minimo florilegio di quelle che ha variamente indirizzato verso i suoi obiettivi polemici femminili persino í suoi alleati hanno finito per ritenere il vicepremier e ministro dell'Interno un tantino sessista e maschilista, nonché tendenzialmente volgare.