Il debutto del generale Vannacci a Ottoemezzo ha fatto il pieno di ascolti e forse di voti. Càpita alle novità politiche, se funzionano in tv. (…). Vannacci non deve camuffarsi: gli basta mostrarsi così com’è. Un fascio 2.0 all’acqua di rose, molto più all’italiana del fascismo vero, con la vestaglina a fiori o la camicetta di lino a righe. Uno xenofobo che parla come un colonnello in pensione di fine 800, ma con moglie romena. Un omofobo che blatera di normalità e diritti come un tipo da bar al terzo grappino, ma si vede benissimo che dinanzi a un paio di gay o di lesbiche incazzati neri se la darebbe a gambe. Per il resto, il tipico italiano che si finge antitaliano con la pensione a 56 anni. Un furbacchione che sa bene dove grattare la pancia dell’Italia profonda: i migranti che disturbano soprattutto i quartieri popolari, i miliardi che buttiamo in Ucraina e nel riarmo, una Ue lontana le mille miglia dalla gente, una sinistra che pare occuparsi solo di esigue minoranze, il politically correct che bandisce mezzo vocabolario (il famoso “Zingaretti”). Questi sono i suoi punti di forza, oltre ai tradimenti di Meloni e Salvini, che prima parlavano come lui e ora fanno l’opposto; e allo scandalo di FI eterodiretta da Marina B., che nessuno osa toccare per tenersi buona Mediaset e tirare i forzisti dalla propria parte. Ma il vero asso nella manica del generale è l’eterno vizio della sinistra di vedere il ritorno del fascismo dappertutto, trasformando in uomo d’ordine anche un cazzaro come lui. La sua “remigrazione” o “deportazione” altro non è che una normalissima norma presente in Italia dalla Turco-Napolitano e in tutta Europa: gli immigrati irregolari vanno rimpatriati. Solo che, siccome nessuno ci riesce e le parole “rimpatrio” ed “espulsione” sono usurate, se ne inventano altre. Magari bastasse così poco per riuscirci: servono troppi soldi, agenti e accordi coi Paesi d’origine (perlopiù insicuri per guerre e dittature). Vannacci dice che è tutto semplice, come lo erano il blocco navale e i porti chiusi. Cita le deportazioni di Trump (che ne ha fatte meno di Biden e Obama), come se tra Usa e Messico ci fosse il Mediterraneo. La sua (e nostra) fortuna è che non governa, sennò il bluff si vedrebbe subito. Ma c’è anche un bluff già ben visibile: se è contro il “sistema delle poltrone”, perché non molla la sua al Parlamento europeo, ottenuta con la Lega, e non la fa mollare alle centinaia di transfughi imbarcati da altri partiti? Altrimenti la “nuova destra” è formata al cento per cento dai voltagabbana di quella vecchia. (Tratto da “Il Cazzaro Nero” di Marco Travaglio, pubblicato su “il Fatto Quotidiano” di ieri, venerdì 12 di giugno 2026).
“Vannacci copia Trump quindi avrà successo”, testo di Simona Ruffino pubblicato sulla stessa edizione de’ “il Fatto Quotidiano”: (…). Vannacci è la versione PRO di Giorgia Meloni e quella PRO DELUXE di Matteo Salvini, il quale meriterebbe un premio speciale per eterogenesi dei fini. Vannacci è un dono gentilmente offerto da lui. Pensava di usarlo come calamita elettorale per riportare alla Lega un pezzo di destra muscolare e risentita: gli ha dato il palco, la legittimazione, l'accesso al Parlamento europeo. Poi quello che pensava essere il suo giocattolo ha scoperto di poter camminare da solo ed eccoci qua. Si sa, l'allievo supera sempre il maestro. Ma, (…), il savoir faire di Gruber è consistito nel resistere composta mentre Vannacci sciorinava una sequenza di semplificazioni barbariche spacciate per buonsenso, luoghi comuni tirati a lucido come medaglie, stereotipi travestiti da coraggio, pregiudizi presentati come libertà di parola. In effetti Vannacci comunica come se il Novecento democratico fosse stato un fastidioso incidente e gli anni Trenta del secolo scorso un deposito di certezze da riscoprire orgogliosamente. Secondo lui gli omosessuali hanno già tutti i diritti che spettano loro: guidano la macchina per strada e vengono curati negli ospedali. Le donne, però, devono stare a casa a fare i figli e gli stranieri devono essere deportati. Sì, perché si scrive remigrazione, ma si legge deportazione. Gruber in tutto questo ha fatto quello che tanti colleghi hanno smesso di fare da troppo tempo: ha interrogato la semantica. Vannacci è pericoloso anzitutto lì, nella lingua. La sua è una bonifica della complessità. Per lui non ci sono altri numeri al di fuori dell'uno e dello zero. Uomo, donna. Italiano, straniero. Normale, anomalo. Dentro, fuori. Il binarismo è il suo orizzonte intellettuale. La sua grammatica è elementare, ma l'effetto è potente: arriva prima del pensiero, consola chi si sente sopraffatto da questo tempo e trasforma la frustrazione in vigore identitario. Guardandolo e soprattutto ascoltandolo è stato inevitabile per me il parallelismo con Donald Trump. Usano gli stessi pattern cognitivi, attivano gli stessi cortocircuiti. Trump ha costruito una parte decisiva del proprio potere trasformando l'immigrazione in invasione, il dissenso in tradimento, la differenza in patologia sociale. Vannacci lavora nello stesso laboratorio emotivo, con una traduzione italiana più ordinata e apparentemente rispettabile. Dove Trump costruisce il migrante come minaccia biologica e criminale, lui lo trasforma in corpo amministrabile, da ricollocare anche "contro la volontà" se necessario. Dove Trump usa la guerra al "gender" per rassicurare l'America spaventata dai mutamenti culturali, Vannacci spiega che un orientamento sessuale non dovrebbe produrre diritti, come se la dignità di una persona fosse una pratica da autorizzare allo sportello. Hanno la stessa grammatica infantile che ha il potere di sedurre le grandi masse. Ed è questo l'elefante dentro la stanza, perché se fino a qualche anno fa io stessa avrei catalogato Vannacci come soggetto portatore di diagnosi oggi, ho la vaga sensazione, che potrei ritrovarmelo presidente del Consiglio. L'altra sera abbiamo capito chiaramente che Giorgia Meloni adesso ha un problema. Vannacci le arriva da destra e le dice, in sostanza: sei diventata troppo prudente. Lui adesso può fare il Meloni senza diplomazia e il Salvini senza il logoramento di Salvini.

Nessun commento:
Posta un commento