"Il bruco (2017)". Foto di Aldo Ettore Quagliozzi

"Il bruco (2017)". Foto di Aldo Ettore Quagliozzi
"Il bruco" (2017). Nikon Coolpix P900. Foto macro. Stato larvale della falena diurna "Macroglossum stellatarum" volgarmente detta "sfinge colibrì".

giovedì 20 ottobre 2022

ItalianGhotic. 06 Michele Serra: «Siamo un Paese vecchio, che ha già scelto, da tempo, che Paese essere».

 

Ha scritto Michele Serra in “Il mito di una minoranza” pubblicato sul quotidiano “la Repubblica” del 24 di settembre 2022: Dunque. Putin avrebbe dovuto occupare militarmente Kiev, sostituire il governo votato dagli ucraini con un governo "di persone per bene" e poi tornare a Mosca: e tutto questo casino non sarebbe successo.

mercoledì 19 ottobre 2022

ItalianGothic. 05 Filippo Ceccarelli: «L'era che prende il suo nome (dell’uomo di Arcore n.d.r.) si configuri sul piano collettivo come un'enorme, colpevole e insensata perdita di tempo».

 

Scriveva Bruno Tinti (Roma, 19 di dicembre dell’anno 1942 – Torino, 16 di marzo dell’anno 2021) - già magistrato - in “Senza le sue leggi sarebbe in carcere” pubblicato su “il Fatto Quotidiano” del 28 di ottobre dell’anno 2012:

martedì 18 ottobre 2022

ItalianGothic. 04 Michela Murgia: «La democrazia è l’unico sistema di governo che si basa sulla necessità del dissenso».

 


Ha scritto Paolo Di Paolo in «Un “inpiegato” ai vertici istituzionali. Fontana, la vanità nello strafalcione» pubblicato sul quotidiano “la Repubblica” di ieri, 17 di ottobre 2022: E la gogna grammaticale si scatenò sul neopresidente della Camera Lorenzo Fontana. Reo di avere scritto per ben due volte "inpiegato" al posto di impiegato, in un modulo depositato a Montecitorio nel 2018. Su Twitter la folla dei grammatici improvvisati si è naturalmente scatenata, ricordando le due o tre lauree vantate da Fontana. Ma gli ignoranti saccenti mantengano la calma. Anche se è difficile crederci, per dire, c'è stato un tempo in cui si poteva scrivere perfino "quore". L'emblema dello svarione ortografico Nel Trecento - racconta Matteo Motolese nel suo 'L'eccezione fa la regola' (Garzanti) - "la grafia con la q circolava a fianco a quella con la c". È la prova che la norma è instabile, l'errore non è errore da sempre e per sempre. Un bambino che impara a scrivere fa una gran fatica, e inciampa spesso: sulle doppie, e sulla n al posto della m prima di consonante labiale (p e b). Che inciampi un plurilaureato è grave? Abbastanza. E non fa tenerezza. Inizia oggi la settimana della lingua italiana, e "inpiegato" non è buon incipit. Ma peggio dello strafalcione è lo scarsissimo allenamento alla lettura e alla scrittura, la sciatteria che si mescola alla presunzione, a un certo esibito disprezzo della cultura (salvo rivendicare le proprie lauree: tipico!). Il peggio è avere ai vertici delle istituzioni - e non dall'altroieri - parecchi "inpiegati" di uno smargiasso analfabetismo funzionale. Di seguito, “Perché la cultura dà tanto fastidio alla destra” di Michela Murgia, pubblicato sul settimanale “L’Espresso” del 9 di ottobre ultimo: Quando sento la parola cultura metto mano alla pistola. La frase, scorretta e pare mai pronunciata da Goebbels, salta fuori spesso quando si parla del rapporto tra destra e mondo culturale, ma è una citazione a sproposito.