Tratto da “Scaricabarile,
teoria e prassi. Gli italiani, perfetti misirizzi”, intervista di Antonello
Caporale all’antropologo Marino Niola pubblicata su “il Fatto Quotidiano” di
oggi 9 di novembre 2020: Teoria e pratica dello scaricabarile. “È una
forma profonda del nostro carattere. Noi siamo un popolo di misirizzi, il
balocco che bascula, oscilla ma non cade perché ci troviamo sempre dall’altra
parte della colpa. Lo scaricabarile è la nostra quintessenza, la radice, il
genoma”.
Lei, professor Niola, ha scritto che
l’italiano è il popolo della terza persona. “È sempre l’altro a dover fare,
spiegare, e la responsabilità è sempre del precedente governo, e poi ancora di
quello prima, e poi prima e prima ancora. Un modo perfetto per disconoscere,
dimenticare, nascondersi, basculare dentro la nuvola dell’indeterminatezza. Il
misirizzi perfetto”.
Esiste una secrezione naturale delle
responsabilità. La nostra società e la nostra burocrazia è costruita in modo
che a nessuno venga mai in mente di associare il volto a un impegno, men che
mai a una disfatta. “Esistono collettori prodigiosi di responsabilità. Se
qualcosa va storto c’è sempre un presidio, naturalmente impersonale, che ha
ostruito la nostra volontà. Una soprintendenza, o il sindacato, o i vigili
urbani. Qualcuno – se non al di sopra – sicuramente al di fuori di noi. Lo
scaricabarile diviene il passaggio essenziale per sopravvivere e continuare a
patteggiare con la realtà”.