Ha lascito scritto Platone nel Suo “Pitagora”: “(…). Cominciando dalla tenera
infanzia e per tutta la vita, i genitori ammaestrano e ammoniscono il loro
figlio. Nutrice, madre, pedagogo e lo stesso padre, fanno a gara per
insegnargli ciò che è bello e ciò che è brutto, ciò che è giusto e ciò che è
male. Poi lo affidano ai maestri, raccomandando loro che si prendano cura della
condotta più che dell’insegnamento delle lettere e della cetra. E quando il
ragazzo avrà appreso l’alfabeto, pongano loro dinnanzi i versi dei migliori
poeti, fonte di ammaestramenti e di esempi di vite illustri, perché li leggano
e sentano il bisogno di emularli. Così privati e Stato debbono insieme avere
cura della virtù dei giovani. (…).”