Tratto da «Natale, la rinascita
collettiva è diventata “comprare cose”» di Daniela Ranieri,
pubblicato su “il Fatto quotidiano” di ieri giovedì 3 di dicembre:
"Il bruco (2017)". Foto di Aldo Ettore Quagliozzi
"Il bruco" (2017). Nikon Coolpix P900. Foto macro. Stato larvale della falena diurna "Macroglossum stellatarum" volgarmente detta "sfinge colibrì".
venerdì 4 dicembre 2020
giovedì 3 dicembre 2020
Leggereperché. 51 «I bambini sono convinti di essere circondati da creature straordinarie».
Tratto da “Anche
le montagne a volte si spezzano” di Claudia de Lillo – in arte Elasti –
pubblicato sul settimanale “D” del quotidiano “la Repubblica” del 3 di dicembre
dell’anno 2016: La mamma sa tutto. La maestra ha ragione. I papà non piangono. La nonna
non dice parolacce. Lo zio ha un mucchio di fidanzate. Il nonno è fortissimo. I
bambini sono convinti di essere circondati da creature straordinarie,
portentosi X-Men ognuno con il suo super potere. I grandi, ai loro occhi, non
vacillano, non dubitano e non si rompono. Possono, e devono, risolvere
problemi, proteggere, sorridere, accogliere, conoscere il mondo, distinguere il
bene, che va difeso, dal male, che va disintegrato. Sono una sublime sintesi di
qualità umane, morali e fisiche. I bambini hanno bisogno di sicurezze per
crescere sani e forti e l'ingrato, arduo compito di dispensarle spetta a noi
adulti, con i nostri sì e i nostri no, con le nostre verità, con le nostre
granitiche certezze e, soprattutto, con la quotidiana messa in scena della
nostra presunta invulnerabilità. Quando ero piccola, mia mamma era per me un
gigante sorridente e invincibile, anche se, a pensarci oggi, la sua vita di
madre separata e lavoratrice lasciava di certo ampi margini di malinconia,
solitudine e disorientamento, di cui ero all'oscuro.
martedì 1 dicembre 2020
Virusememorie. 49 «Ciò che chiamavamo vita normale è stata in realtà la condizione di possibilità di questa tragedia».
Ha scritto il filosofo Leonardo Caffo in “Dopo il Covid-19 Punti per una discussione”
– “nottetempo” editrice – al tempo della prima ondata della pandemia: “Chiusi
nelle nostre case, posto che anche la chiusura in casa implica un problema legato
a disparità di classe che avevamo ignorato col falso mito del benessere collettivo,
oggi ognuno di noi sa che nulla sarà come prima: il cambiamento ci terrorizza,
ma è altrettanto vero che, paradossalmente, forse nessuno si era mai sentito
così vivo come in questo momento.
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