"Il bruco (2017)". Foto di Aldo Ettore Quagliozzi

"Il bruco (2017)". Foto di Aldo Ettore Quagliozzi
"Il bruco" (2017). Nikon Coolpix P900. Foto macro. Stato larvale della falena diurna "Macroglossum stellatarum" volgarmente detta "sfinge colibrì".

venerdì 3 aprile 2020

Ifattinprima. 54 Economia&Virus. «C’è una differenza fra “non potere” e “non fare”».


Tratto da “Ecco come ripartire: bisogna testare tutti ogni due settimane”, intervista di Alessandro Bonetti all’economista Paul Romer - premio Nobel per l’economia 2018, docente presso l’università degli studi di New York – pubblicata su “il Fatto Quotidiano” del primo di aprile 2020:

giovedì 2 aprile 2020

Virusememorie. 06 Lettera a… Per una speranza di salvezza.


Carissimo ********,
poi ti dirò. Intanto avrei preferito che tu fossi in mia compagnia e che anche tu potessi ascoltare il “mormorio antico” del mare; che tu potessi guardare quelle scogliere, laggiù; guardare quel frangere di onde. Dura da millenni quel frangere di onde, da tempo remoto, immemorabile, quando tu, io, non eravamo che semi. Pensa, questo antico “mormorio” della risacca, questo odore pungente di salsedine hanno misurato, come quasi un orologio, la vita su questa nostra Terra. E poi poter guardare un po’ indietro, ed osservare le nostre impronte sulla sabbia, che sembrano quasi perdersi lontano, all’infinito; non pensi anche tu che veniamo da lontano, da molto lontano?

mercoledì 1 aprile 2020

Leggereperché 02 «Nietzsche: “L'uomo è un animale non ancora stabilizzato”».


È il tempo del “caos” questo nostro del “coronavirus”? Sostiene Marino Niola – docente di “Antropologia culturale” presso l’Università degli studi Suor Orsola Benincasa di Napoli – in una intervista di Antonello Caporale che “oggi la nostra vita è compressa, è sotto vuoto, è ferma. Domani, quando la pressione svanirà, quella molla ritornerà nella posizione abituale, le energie si libereranno impetuose. Certamente saremo più poveri, ma perché più infelici? Questa guerra ci impone un’altra scoperta: riflettere e rivalutare le nostre abitudini. Eravamo piuttosto scontenti di esse e non sapevamo porre rimedio. Domani saremo costretti invece a inventarci un nuovo modello di stare al mondo”. Che sia di buon auspicio per il mondo che verrà dopo il “coronavirus”.