È un uomo, è una donna, spesso è un bambino. Fugge da una
carestia o una guerra, chiedendo asilo dentro i nostri confini. Ma rappresenta
l’alibi perfetto per giustificare ogni pulsione autoritaria, per sequestrare le
libertà dei cittadini, oltre alla dignità che spetterebbe pure agli immigrati.
Succede in America, ma ormai succede ovunque. Laggiù, quattro giorni dopo il
suo solenne giuramento, Donald Trump pubblica la foto di alcuni immigrati
irregolari che camminano in fila, ammanettati e in catene, verso un aereo
militare che deve riportarli in patria, nel Guatemala. Inizia la nostra età
dell’oro, commenta il presidente americano; ma in realtà s’apre un’epoca di
ferro. Con una crisi costituzionale segnata in ultimo dalle imprese dell’Ice,
la polizia politica agli ordini di Trump: bambini arrestati, manifestanti
malmenati, due cittadini americani (Renee Good e Alex Pretti) uccisi a freddo
sulla strada. E poi c’è la Francia, per fare un altro esempio. Dove i
respingimenti con metodi brutali si ripetono da anni al confine italo-francese,
specie alla frontiera di Ventimiglia, ormai militarizzata. Dove Amnesty
International ha denunciato vessazioni contro chiunque aiutasse i migranti e i
rifugiati a Calais e a Grande-Synthe. E dove le vittime della violenza
poliziesca sono varie centinaia, secondo il media indipendente BastaMag; e per
lo più si tratta di uomini con meno di 26 anni, il cui nome ha consonanze magrebine
o in genere africane. Finché in ultimo la paranoia securitaria ha preso corpo
in una legge: la Loi Sécurité Globale. Una legge liberticida, che prescrive un
anno di prigione e 45 mila euro d’ammenda per chiunque diffonda l’immagine di
un poliziotto all’opera, con buona pace del diritto all’informazione e della
libertà di stampa. C’è inoltre l’Inghilterra, che trasferisce i richiedenti
asilo a 6400 chilometri da Londra, grazie a un accordo con il governo del
Ruanda costato 140 milioni di sterline. L’accordo venne censurato dai tribunali
inglesi e dalla Corte europea dei diritti dell’uomo; nell’aprile 2024
l’esecutivo si è sbarazzato delle critiche dichiarando per legge – il Rwanda
Bill – che il Ruanda è un Paese sicuro, e che nessun giudice potrà mai dire il
contrario.
"Il bruco (2017)". Foto di Aldo Ettore Quagliozzi
"Il bruco" (2017). Nikon Coolpix P900. Foto macro. Stato larvale della falena diurna "Macroglossum stellatarum" volgarmente detta "sfinge colibrì".
domenica 1 febbraio 2026
Doveravatetutti. 56 Pino Arlacchi: «Le minacce di Trump sono l’unico strumento rimasto a una bestia feroce che non può più permettersi di combattere come una volta. Ma sono anche inefficaci. Perché nell’ecosistema del XXI secolo la sopravvivenza non si ottiene con il ringhio solitario, ma con l’integrazione in reti cooperative».
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