Ha
sostenuto la carissima amica Agnese A. in un Suo commento al post del 28 di
maggio ultimo: “Un restringimento dello spazio dei rapporti sociali corrisponde a
un'espansione dello spazio dell'anima, della coscienza”.
"Il bruco (2017)". Foto di Aldo Ettore Quagliozzi
"Il bruco" (2017). Nikon Coolpix P900. Foto macro. Stato larvale della falena diurna "Macroglossum stellatarum" volgarmente detta "sfinge colibrì".
sabato 30 maggio 2020
venerdì 29 maggio 2020
Virusememorie. 24 «Abbiamo pensato di costruire un mondo globale fatto di esasperati individualismi».
Ha scritto Maria Rita Gismondo,
eccellenza della struttura ospedaliera “Luigi Sacco” di Milano, in “Post pandemia: un mondo da rifare”
pubblicato su “il Fatto Quotidiano” di ieri 28 di maggio: “(…). Covid è stato sanità, economia,
ambiente, politiche sociali, psicologia, politica e tanto altro. Il meccanismo
è unico e imprescindibile: valorizzare la responsabilità collettiva con
singole, personali responsabilità individuali. La difficoltà è tutta nell’appropriarsi
di tali concetti per interiorizzarli e farli diventare personali, evitando che
si traducano in mere imposizioni dall’alto. Abbiamo visto cosa significa
gestire i problemi globali con incertezze, senza piani sanitari internazionali
ben strutturati. Eravamo impreparati ad affrontare una crisi economica epocale,
biblica (…). La verità è che abbiamo pensato di costruire un mondo globale
fatto di esasperati individualismi, senza considerare le basi di una responsabilità
globale. Non possiamo più permetterci di continuare così. Se vorremo salvarci,
dovremo aprire la mente e il cuore a sentirci attori di un benessere che può
solo essere globale. Attenti, però, a non confondere responsabilità con potere”.
La “memoria” oggi proposta è del martedì 19 di giugno dell’anno 2007: Nutrirsi. Fatto naturale. Fatto soggetto
anch’esso alle mode dei tempi, ma naturalmente insopprimibile. Oggi può ben
caricarsi di significati più pregnanti. Necessiterebbe che si passasse dal
verbo mangiare al verbo nutrire. Un salto di qualità. Ne corrisponderebbe
un’assunzione di responsabilità per il futuro del pianeta Terra. Nutrirsi nei
paesi avanzati, industrializzati. Che sono i paesi ove si mangia e si inquina.
Nel resto del pianeta Terra si è alle prese ancora con i problemi della
sopravvivenza. Hanno bisogno ancora di mangiare. Forse non arriveranno mai alla
fase del nutrire. Magnanimità del mondo avanzato, industrializzato,
cristianizzato. Interessante assai la corrispondenza “La dieta di
Kyoto” di Paola Magni,
pubblicata su di un supplemento del quotidiano “la Repubblica”:
giovedì 28 maggio 2020
Virusememorie. 23 «La Terra ci sta punendo? "No, si sta vendicando, la trattiamo troppo male"».
"Cosa insegna questa pandemia all’uomo? Un bel
niente. La gente chiusa in casa avrebbe avuto occasione di riflettere, e
invece…". È
l’incipit della intervista - «Galimberti:
"La natura si è vendicata con la pandemia. E l’uomo non sta imparando
niente» - di Dario Crippa ad Umberto Galimberti pubblicata sul quotidiano “Il
Giorno” del 25 di maggio 2020.
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