Partii per il Villaggio di N il 2 giugno. Ormai all'arsenale lo
stato di cose era diventato una tale baraonda, che il menomo pretesto era sufficiente
per ottenere una licenza. Il treno era sudicio e vuoto. Come mai, mi chiesi, se
si eccettua quell'unica felice circostanza, tutti i miei ricordi di treni
durante la guerra sono così penosi? Mentre viaggiavo verso il Villaggio di N,
simultaneamente a ogni scossone della vettura subivo il tormento di
un'ossessione patetica e puerile: ero risoluto a non ripartire senza aver
baciato Sonoko. Il mio proposito, tuttavia, differiva da quel moto dell'animo
colmo d'orgoglio che nasce quando lottiamo per attuare il nostro desiderio a
dispetto della timidezza: avevo l'impressione di andar a rubare. Mi pareva di
essere un pusillanime principiante nella carriera del malfattore, che il
capobanda stesse costringendo a farsi ladro. La mia coscienza era pungolata
dalla felicità di essere amato. O forse agognavo a qualche infelicità ancora
più decisiva. (Tratto da “Confessioni di una maschera” – 1949 – di
Yukio Mishima).
“La battaglia continua” di Rita Balestriero, “dialogo”
tra Luciana Castellina e Rachele Scarpa (29 anni, eletta al Parlamento per il Partito
democratico n.d.r.) riportato sul settimanale “d” del quotidiano “la Repubblica”
del 30 di maggio ultimo: (…). E allora torniamo a quel 2 giugno, lei
aveva 16 anni, si stava avvicinando alla politica, al Partito Comunista. Luciana
Castellina: «Mia nonna si alzò all'alba, si vestì elegante e si mise a sedere
davanti alla porta di casa. Temeva che i miei la dimenticassero, non voleva
perdere per nulla al mondo quell'evento. Ci ho ripensato spesso in questi
giorni e sa cosa vorrei dire a lei e a tutte quelle donne in fila al seggio?».
Mi dica. LC: «Siete state le protagoniste dell'unica grande
rivoluzione mondiale. Sono certa che nessuna, neppure la più visionaria, si
sarebbe aspettata che quel voto scatenasse un cambiamento così profondo della
società. Sì, c'è ancora strada da fare, ma quello che è successo ha superato
senz'altro la loro fantasia e mi piacerebbe moltissimo che mia nonna lo
sapesse».