"Il bruco (2017)". Foto di Aldo Ettore Quagliozzi

"Il bruco (2017)". Foto di Aldo Ettore Quagliozzi
"Il bruco" (2017). Nikon Coolpix P900. Foto macro. Stato larvale della falena diurna "Macroglossum stellatarum" volgarmente detta "sfinge colibrì".

sabato 8 agosto 2026

DalMondo. 08 Kurt Vonnegut: «Ho detto ai miei figli che non devono, in nessuna circostanza, partecipare a un massacro, e che le notizie di massacri compiuti tra i nemici non devono riempirli di soddisfazione o di gioia. Ho anche detto loro di non lavorare per società che fabbricano congegni in grado di provocare massacri, e di esprimere il loro disprezzo per chi pensa che congegni del genere siano necessari».


Ma c’è qualcuno in grado di dirci quanta merda avvelenata stanno buttando nei cieli coinvolti dalle 56 guerre in corso? E quanta nei mari e negli oceani? Quanti incendi stanno bruciando, ogni giorno, sulle macerie delle raffinerie bombardate, sulle petroliere intrappolate, sui depositi di carburante? E quanto a lungo dureranno i danni che gli esperti chiamano “Perturbazioni dall’effetto prolungato?”. Da mesi, da anni, le cronache dei telegiornali inquadrano le colonne di fumo nero che salgono in verticale – da Kiev a Gaza, allo Yemen – non solo a riempire di morti il bottino dei generali e dei politici (che se ne vantano) ma anche a saturare il nostro cielo, il cielo di tutti, mangiarsi l’ossigeno, moltiplicare l’effetto serra che sta surriscaldando il pianeta, dove noi, moltitudine di uomini e donne in ostaggio di tutti i banditi al potere, siamo condannati a friggere? Chi lo misura quel veleno? Chi riesce a superare l’omertà degli Stati maggiori? Chi lo contabilizza nei grafici con cui ogni mattina ci spiegano che dobbiamo abbassare il termostato, usare con cautela l’aria condizionata, spegnere le luci, cambiare automobile, consumare meno carne, fare la raccolta differenziata e respirare con moderazione? Uno studio internazionale di climatologi ha calcolato che la distruzione di 600 pozzi in Iraq, durante la prima guerra del Golfo, anni 1990-91, ha aumentato del 4 per cento le emissioni globali di CO2, sono stati sversati nel Golfo Persico 700 milioni di litri di greggio e almeno 300 chilometri di costa del Kuwait sono stati anneriti dal petrolio. Le ultime stime disponibili, anno 2022, ci dicono che le attività militari sono responsabili tra i 5 e il 7 per cento del gas serra che ci sta soffocando.

venerdì 7 agosto 2026

MaldItalia. 03 Loredana Lipperini: «Come ha ricordato Ascanio Celestini, un uomo di 72 anni può ammazzare due persone e chiedere la grazia dopo aver tranquillamente dichiarato in televisione che lo rifarebbe, e pure subito».


Se qualche dubbio era rimasto a zia Eloisa riguardo al fatto che l'uomo fosse una specie destinata a sparire dalla Terra, esso fu cancellato definitivamente quel 7 agosto 1945 quando, ancora a letto, mezza addormentata tra i suoi gatti birmani, bevendo il suo primo tamarindo della giornata, lesse sul giornale locale che una bomba atomica era stata sganciata sopra Hiroshima. Non pensò che la demenza umana fosse giunta al parossismo - era già successo infinite volte nella storia - bensì che fosse ormai impossibile fermare il processo che conduceva la specie al suicidio, ovvero non c'era il tempo necessario per cambiare radicalmente la struttura di una società che, elevando la violenza a modalità d'azione, preparava nell'ignoranza la propria rovina. Richiuse il giornale e credette di sentire i rintocchi delle campane che annunciavano la fine di ogni speranza poiché le nefande forze dalle quali era sorto il patriarcato avevano coronato la loro opera di distruzione e lo stesso demone che aveva spinto l'uomo a lottare per il potere gli aveva dato, per ironia del destino, il potere di autodistruggersi. (Tratto da “In dicembre tornavano le brezze” – 1987 – di Marvel Moreno).