Ma c’è qualcuno in grado di dirci quanta merda avvelenata stanno
buttando nei cieli coinvolti dalle 56 guerre in corso? E quanta nei mari e
negli oceani? Quanti incendi stanno bruciando, ogni giorno, sulle macerie delle
raffinerie bombardate, sulle petroliere intrappolate, sui depositi di
carburante? E quanto a lungo dureranno i danni che gli esperti chiamano
“Perturbazioni dall’effetto prolungato?”. Da mesi, da anni, le cronache dei
telegiornali inquadrano le colonne di fumo nero che salgono in verticale – da
Kiev a Gaza, allo Yemen – non solo a riempire di morti il bottino dei generali
e dei politici (che se ne vantano) ma anche a saturare il nostro cielo, il
cielo di tutti, mangiarsi l’ossigeno, moltiplicare l’effetto serra che sta
surriscaldando il pianeta, dove noi, moltitudine di uomini e donne in ostaggio
di tutti i banditi al potere, siamo condannati a friggere? Chi lo misura quel
veleno? Chi riesce a superare l’omertà degli Stati maggiori? Chi lo
contabilizza nei grafici con cui ogni mattina ci spiegano che dobbiamo
abbassare il termostato, usare con cautela l’aria condizionata, spegnere le
luci, cambiare automobile, consumare meno carne, fare la raccolta differenziata
e respirare con moderazione? Uno studio internazionale di climatologi ha
calcolato che la distruzione di 600 pozzi in Iraq, durante la prima guerra del
Golfo, anni 1990-91, ha aumentato del 4 per cento le emissioni globali di CO2,
sono stati sversati nel Golfo Persico 700 milioni di litri di greggio e almeno
300 chilometri di costa del Kuwait sono stati anneriti dal petrolio. Le ultime
stime disponibili, anno 2022, ci dicono che le attività militari sono
responsabili tra i 5 e il 7 per cento del gas serra che ci sta soffocando.
ilcavalierdelamancia
"Il bruco (2017)". Foto di Aldo Ettore Quagliozzi
"Il bruco" (2017). Nikon Coolpix P900. Foto macro. Stato larvale della falena diurna "Macroglossum stellatarum" volgarmente detta "sfinge colibrì".
sabato 8 agosto 2026
DalMondo. 08 Kurt Vonnegut: «Ho detto ai miei figli che non devono, in nessuna circostanza, partecipare a un massacro, e che le notizie di massacri compiuti tra i nemici non devono riempirli di soddisfazione o di gioia. Ho anche detto loro di non lavorare per società che fabbricano congegni in grado di provocare massacri, e di esprimere il loro disprezzo per chi pensa che congegni del genere siano necessari».
venerdì 7 agosto 2026
MaldItalia. 03 Loredana Lipperini: «Come ha ricordato Ascanio Celestini, un uomo di 72 anni può ammazzare due persone e chiedere la grazia dopo aver tranquillamente dichiarato in televisione che lo rifarebbe, e pure subito».
Se qualche dubbio era rimasto a zia Eloisa riguardo al fatto che
l'uomo fosse una specie destinata a sparire dalla Terra, esso fu cancellato
definitivamente quel 7 agosto 1945 quando, ancora a letto, mezza addormentata
tra i suoi gatti birmani, bevendo il suo primo tamarindo della giornata, lesse
sul giornale locale che una bomba atomica era stata sganciata sopra Hiroshima.
Non pensò che la demenza umana fosse giunta al parossismo - era già successo
infinite volte nella storia - bensì che fosse ormai impossibile fermare il
processo che conduceva la specie al suicidio, ovvero non c'era il tempo
necessario per cambiare radicalmente la struttura di una società che, elevando
la violenza a modalità d'azione, preparava nell'ignoranza la propria rovina.
Richiuse il giornale e credette di sentire i rintocchi delle campane che
annunciavano la fine di ogni speranza poiché le nefande forze dalle quali era
sorto il patriarcato avevano coronato la loro opera di distruzione e lo stesso
demone che aveva spinto l'uomo a lottare per il potere gli aveva dato, per
ironia del destino, il potere di autodistruggersi. (Tratto da “In
dicembre tornavano le brezze” – 1987 – di Marvel Moreno).
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