"Il bruco (2017)". Foto di Aldo Ettore Quagliozzi

"Il bruco (2017)". Foto di Aldo Ettore Quagliozzi
"Il bruco" (2017). Nikon Coolpix P900. Foto macro. Stato larvale della falena diurna "Macroglossum stellatarum" volgarmente detta "sfinge colibrì".

giovedì 2 luglio 2026

MadreTerra. 77 Massimo Fini: «Il discorso è sempre lo stesso, si parli di agricoltura o di altro bisogna affidarsi agli uomini e non tantomeno, in prospettiva, all’Intelligenza Artificiale».


«Oggi ho tratto l'oroscopo» disse l'Armeno, «e ho veduto che questa sera deve portarmi qualcosa. Saturno minaccia, Marte è neutrale, Giove domina. O Klingsor Li Tai Pe, non siete voi un nato di luglio?» «Son nato il 2 luglio.» «Lo pensavo. C'è gran confusione nelle vostre stelle, amico, solo voi potreste interpretarle. La fecondità vi avvolge come una nuvola pronta a scoppiare. Le vostre stelle stanno in uno strano congiungimento, Klingsor, dovreste sentirlo». (Tratto da L’ultima estate di Klingsor” – 1920 – di Hermann Hesse).

Negli Stati Uniti, l’anno scorso, sono state chiuse quindicimila fattorie, e gli agricoltori in bancarotta sono aumentati del 70% da inizio anno. Proteste degli agricoltori si sono avute soprattutto nei confronti dell’Ue, ma anche dei governi di vari paesi, fra cui Italia, Germania, Francia, Belgio, Paesi Bassi, Polonia. Per quello che riguarda l’Italia, qualcuno ricorderà, forse, le rivolte degli agricoltori iniziate dall’associazione Riscatto Agricolo: blocco del Grande raccordo anulare con 200 trattori, del 9 febbraio 2024; il 19 febbraio, dello stesso anno, i trattori hanno occupato buona parte di Roma e hanno completamente bloccato via Nomentana. È abbastanza incredibile questa insensibilità dei governi e degli uomini politici nei confronti dell’agricoltura, un settore sottopagato e soprattutto sottostimato buono per un bracciantato servile dove detta legge il ‘caporalato’ e i braccianti sono considerati meno di niente. Prima della Rivoluzione Industriale i contadini costituivano la maggioranza della popolazione, insieme agli artigiani. In Francia su 28 milioni di abitanti circa 24-25 milioni erano contadini. E si capisce facilmente il perché, il cibo ci viene dalla terra e non dalle macchine. I Romani, quando conquistavano qualche provincia, chiedevano un ritorno in tasse e le tasse erano una certa quantità di frumento. In una scala che ho pubblicato ne “La ragione aveva torto?” i contadini risultano al primo posto non solo per il numero, ma per la loro importanza. Il cemento non si può mangiare e con la progressiva urbanizzazione si sono ridotti al minimo gli spazi agricoli e questo anche in zone come la mitica Padania di Bossi, che ha il vantaggio di essere una pianura (in montagna, come è ovvio, la coltivazione è molto più difficile) e di essere bagnata da fiumi importanti come il Po e il Ticino. Se viaggiavate un tempo sulla direttrice Milano-Genova vedevate covoni coltivati a regola d’arte, di una perfetta forma ovoidale. L’aumento dell’urbanizzazione ha poi altri riflessi negativi molto attuali, visto il caldo torrido di questo giugno, e che a luglio non sarà certamente meglio: la terra assorbe i raggi del sole, cosa che il cemento non fa, anzi li ributta verso l’alto, per cui si sono registrate al suolo temperature di oltre 60 gradi. Come mai oggi rigagnoli ridicoli come il Seveso e il Lambro possono ‘esondare’ (una volta si diceva ‘straripare’) a loro piacimento? Perché non trovano più una terra lavorata come si deve che li possa frenare. C’è poi un discorso che riguarda i tombini. Un tempo a sturare un tombino c’era lo spazzino, oggi lo stesso lavoro lo fanno le macchine, ma le macchine non riescono ad andare in profondità come l’onesto e disprezzato spazzino. Ecco perché basta una pioggerella da niente, non un grande temporale che sarebbe così utile in questi tempi di calura e di afa, perché Milano si allaghi. Insomma, il discorso è sempre lo stesso, si parli di agricoltura o di altro bisogna affidarsi agli uomini e non tantomeno, in prospettiva, all’Intelligenza Artificiale. (Tratto da “Il lavoro della terra scompare e la natura ci presenta il conto” di Massimo Fini, pubblicato su “il Fatto Quotidiano” del primo di luglio 2026).

“La pericolosa deregulation Ue sulle sementi Ngt”, testo di Giuseppe De Marzo pubblicato sul settimanale “L’Espresso” del 26 di giugno 2026: I semi sono antenati viventi, essenziali per difendere la biodiversità e la nostra sovranità alimentare.  Rappresentano l'eredità di migliaia di anni di selezione contadina. Un'eredità oggi minacciata dalle lobby dell'agrobusiness che ancora una volta tentano di inondare i nostri campi e i nostri piatti con organismi geneticamente manipolati per fare più soldi. Lo scorso 17 giugno il Parlamento europeo ha approvato la proposta di Regolamento sulle piante Ogm prodotte con Nuove tecniche genomiche. Una deregolamentazione totale priva di qualsiasi base scientifica che rappresenta un balzo indietro pericolosissimo per noi cittadini perché cancella la valutazione dei rischi, la tracciabilità, l'etichettatura degli organismi geneticamente modificati ottenuti con le cosiddette Ntg e le misure di protezione contro la contaminazione. Come se non bastasse, i Paesi dell'Ue non potranno più avvalersi della facoltà di vietare la coltivazione sul proprio territorio. Dovranno infatti consentire la circolazione delle Ntg nel mercato e nei nostri ecosistemi senza nessun monitoraggio prima e dopo la loro commercializzazione. Significa rinunciare al principio di precauzione al quale abbiamo giustamente legato le scelte potenzialmente dannose o rischiose per la nostra salute e per l'ambiente. Con la conseguenza di cancellare di fatto la libertà di scelta dei consumatori europei e concentrare il mercato delle sementi a vantaggio di poche multinazionali del settore, Corteva, Bayer-Monsanto, Syngenta, Kws, Limagrain e Basf, che vedranno crescere ulteriormente i loro profitti. Grazie al voto del Parlamento europeo potranno persino perseguire legalmente agricoltori e piccoli produttori di sementi per violazione di brevetto, invertendo così l'onore della prova che d'ora in avanti ricadrà su chi subisce la contaminazione. Stanno mercificando la vita riducendo i semi a mera proprietà intellettuale brevettata. Spacciandola per soluzione.