"Il bruco (2017)". Foto di Aldo Ettore Quagliozzi

"Il bruco (2017)". Foto di Aldo Ettore Quagliozzi
"Il bruco" (2017). Nikon Coolpix P900. Foto macro. Stato larvale della falena diurna "Macroglossum stellatarum" volgarmente detta "sfinge colibrì".

domenica 3 maggio 2026

MadreTerra. 72 Massimo Giannini: «Distruggiamo gli esseri umani con le guerre e devastiamo il pianeta con i gas serra, mi viene da pensare che con le api condividiamo una missione e forse anche un destino».


3 maggio. Una delle cose che mi confondono è il non sapere mai realmente, quando qualcosa affiora dal mio passato, se davvero accadde in quel modo o se così parve accadere sul momento o se lo sto soltanto inventando. Sono come un uomo che sia rimasto semiassopito per tutta la vita e cerchi di capire com'era prima di destarsi. Ogni cosa appare stranamente offuscata e al rallentatore. Stanotte ho avuto un incubo e quando mi sono svegliato ho ricordato qualcosa. Anzitutto, l'incubo: sto correndo in un lungo corridoio, quasi accecato da turbini di polvere. A volte corro avanti, poi galleggio in aria qua e là e torno indietro, ma ho paura perché sto nascondendo qualcosa in tasca. Non so che cosa sia né dove l'ho, ma so che vogliono portarmelo via e questo mi atterrisce. (Tratto da “Fiori per Algernon” – 1959 – di Daniel Keyes).

Che ne è della vastissima questione ambientale e del cambiamento climatico, smarriti a causa della  situazione internazionale, delle molteplici guerre in primo piano, che fa venire tutto il resto dopo? Il 22 aprile è stata la Giornata della Terra ed è appropriato farne il punto, che è sconfortante. Innanzitutto va sottolineato l'arretramento dell'Unione europea che nell'ultimo anno ha proceduto allo smantellamento del Green Deal e ha abbandonato il ruolo di leader mondiale sull'ambiente che si era data nel 2015 con l'accordo di Parigi. Al primo posto delle sue preoccupazioni ora c'è la voce armamenti. Quanto all'ambiente, la politica per l'adozione dell'auto elettrica è stata rallentata, il regolamento contro la deforestazione è stato ridimensionato e la sua entrata in vigore ritardata; e poi in dicembre sono stati avviati percorsi normativi con cui attenuare le regole per la trasparenza delle aziende sull'ambiente, rendere illimitate nel tempo le autorizzazioni all'immissione in commercio di numerosi principi attivi di pesticidi eliminando le attuali valutazioni periodiche. E ancora, semplificare le norme su ricerca, produzione e utilizzo di biotecnologie favorendo in tal modo le multinazionali, semplificare la vendita di piante geneticamente modificate diminuendone tracciabilità e valutazione del rischio, e semplificare le norme sul rilascio nell'ambiente di microrganismi geneticamente modificati (lieviti, batteri e anche virus), questione su cui le conoscenze sono ancora molto limitate. Un'immagine forte che dà il senso degli arretramenti generali in Europa è l'uccisione legale in Italia di un lupo compiuta l'estate scorsa, che non avveniva da ben 50 anni ed è potuta accadere, oltre che per nostrana insipienza, perché l'Europa ne ha abbassato il livello di protezione, con Von der Leyen in prima fila a far un favore all'industria delle armi con la scusa di suoi cavalli pony. Da questa riflessione abbiamo lasciato da parte la problematica energetica, così evidente, ma merita una segnalazione come esempio di grande stoltezza la non ancora avvenuta uscita definitiva dell'Italia dal carbone. Un emendamento della Lega al decreto Bollette intende posticiparla addirittura al 2038, seppure al Paese il carbone non serva più, poiché con esso si copre appena l'l% della produzione elettrica annuale, sono rimaste attive soltanto le due centrali sarde e lo importiamo e dunque non ci aiuta nell’indipendenza energetica. Ma di fronte a questi sconcertanti dati, e a tanti altri che non c'è spazio per trattare qui, va detto che quest'anno c'è una scadenza importante con la quale - ci piace ottimisticamente pensare - potrebbe avvenire un ripensamento di tutte le istituzioni e potrebbe ripartire operosità e dinamismo: l'applicazione della NatureRestorationLaw ("legge sul ripristino della natura"). Entro settembre, ciascuno Stato dovrà redigere un Piano nazionale di ripristino che dovrà essere approvato dalla Commissione europea dopo un anno. Questo provvedimento ha introdotto un principio basilare inedito e innovatore: non più soltanto conservazione ambientale, ma anche ricostituzione degli ambienti naturali persi; ed è talmente rivoluzionario da considerare la natura anche nelle città e negli agglomerati urbani. Per l'Italia che si consuma velocemente con frane, esondazioni e allagamenti dovuti all'ininterrotto malgoverno, e che ciononostante non è ancora riuscita a concretizzare una legge sul contenimento del consumo di suolo, si tratta di un passaggio importante. Per tutti coloro che non sono preoccupati, chiudiamo con le incredibili immagini dei fiumi arancioni dell'Alaska, di tale inconcepibile colore perché il permafrost si sta scongelando e le sostanze sotto di esso si stanno riversando nelle loro acque, uccidendone così gli ecosistemi. (Tratto da “Il silenzio della Terra va spezzato: adesso la legge sulla natura” di Grazia Pagnotta, pubblicato su “il Fatto Quotidiano” del 29 di aprile 2026).