"Il bruco (2017)". Foto di Aldo Ettore Quagliozzi

"Il bruco (2017)". Foto di Aldo Ettore Quagliozzi
"Il bruco" (2017). Nikon Coolpix P900. Foto macro. Stato larvale della falena diurna "Macroglossum stellatarum" volgarmente detta "sfinge colibrì".

venerdì 7 agosto 2026

MaldItalia. 03 Loredana Lipperini: «Come ha ricordato Ascanio Celestini, un uomo di 72 anni può ammazzare due persone e chiedere la grazia dopo aver tranquillamente dichiarato in televisione che lo rifarebbe, e pure subito».


Se qualche dubbio era rimasto a zia Eloisa riguardo al fatto che l'uomo fosse una specie destinata a sparire dalla Terra, esso fu cancellato definitivamente quel 7 agosto 1945 quando, ancora a letto, mezza addormentata tra i suoi gatti birmani, bevendo il suo primo tamarindo della giornata, lesse sul giornale locale che una bomba atomica era stata sganciata sopra Hiroshima. Non pensò che la demenza umana fosse giunta al parossismo - era già successo infinite volte nella storia - bensì che fosse ormai impossibile fermare il processo che conduceva la specie al suicidio, ovvero non c'era il tempo necessario per cambiare radicalmente la struttura di una società che, elevando la violenza a modalità d'azione, preparava nell'ignoranza la propria rovina. Richiuse il giornale e credette di sentire i rintocchi delle campane che annunciavano la fine di ogni speranza poiché le nefande forze dalle quali era sorto il patriarcato avevano coronato la loro opera di distruzione e lo stesso demone che aveva spinto l'uomo a lottare per il potere gli aveva dato, per ironia del destino, il potere di autodistruggersi. (Tratto da “In dicembre tornavano le brezze” – 1987 – di Marvel Moreno).

È vero, "The Atlantic" ci manda a dire che sta finendo l'epoca dei letterati e della lettura: ma in uno sforzo di ottimismo qui si vorrebbe un Joseph Conrad in grado di raccontare lo spirito del tempo, visto che Conrad medesimo lo ha già fatto nel 1902, quando, in "Tifone," descrisse quel «torpore dello spirito» dovuto «all'interminabile aspettativa di una catastrofe definitiva». Per scuotersi dal torpore basterebbe mettere insieme con pazienza i pezzi delle catastrofi attuali: intanto, basterebbe sottolineare il superlavoro degli ispettori del ministero spediti da Valditara a controllare quel che accade nelle scuole dove si parla di Gaza, o si partecipa a un webinar con Francesca Albanese, o si nomina l'Islam, o insomma si va nel senso opposto a quello striscione - non ispezionato, anzi assolto - di due studenti del liceo Monti di Cesena, "L'Italia agli italiani" (mancava solo l'invito alla tenacia, al coraggio e al valore ed eravamo in pieno discorso del balcone). A proposito di superlavoro: un pensiero va anche allo studio legale di quel signore che sale nei sondaggi e diffonde video dove si rappresenta come imperatore romano: perché i suoi avvocati stanno inondando i commentatori dei social di lettere dove invitano a rimuovere i commenti ostili (in alcuni casi, la semplice emoticon del pagliaccio) e di scrivere una letterina di scuse al princeps, che invece non si scusa affatto per quello che posta. Perfettamente coerente con un governo che manda in galera i ragazzini mentre, come ha ricordato Ascanio Celestini, un uomo di 72 anni può ammazzare due persone e chiedere la grazia dopo aver tranquillamente dichiarato in televisione che lo rifarebbe, e pure subito. Non sarà un caso, ma ai pezzi della catastrofe si aggiunge un filmaccio diffuso con entusiasmo da Elon Musk su X e recensito entusiasticamente da utenti di estrema destra che lo hanno spedito nelle parti alte della classifica delle piattaforme. Lo ha diretto uno specializzato in filmacci, Uwe Boll, si intitola "Citizen Vigilante" e non ha niente a che fare con il vecchio filone dei giustizieri fai da te: è propaganda pura. È infatti la storia di Michael Sanders, palazzinaro di animo squisitamente nazista, che elimina migranti a suo parere degni di morte, così come lo sono gli uomini di legge non in linea con la sua idea di giustizia. Nella scorsa primavera Citizen Vigilante non ha avuto il permesso di essere distribuito nelle sale tedesche, ed è scoppiata appunto la rivolta. Anche da noi. A organizzare la proiezione gratuita è stata Welcome to Favelas, la pagina Instagram di nobilissime ispirazioni, quella che titola "Italiano reagisce'' l'orribile pestaggio filmato da parte di Giuseppe Barboni a San Benedetto del Tronto, e che vagheggia l'introduzione di Gotham, la piattaforma di Palantir che somiglia moltissimo a quanto immaginato da Philip Dick in "Minority Report" (in pratica, suggerisce chi potrebbe delinquere). «La sicurezza è la base della vera libertà», asseriscono gli eroici titolari dell'account. Anche qui, il balcone sembra vicinissimo. (…). (Tratto da “Il balcone è sempre più vicino” di Loredana Lipperini pubblicato sul settimanale “L’Espresso” del 31 di luglio 2026).