Che ci “azzecca”, come soleva
dire quel tale? Che c’entra, dirà ingenuamente qualcun altro? Cosa ci entra la
biologia riproduttiva degli umani con la scarsezza assai di denaro e di tutto
il resto? In un primo momento avevo pensato di prendere a prestito, per questo post,
il titolo di quello splendido volume che
è “L’amore ai tempi del colera”, di
quel grandissimo a nome Gabriel Garcìa Màrquez (1927-2014). Poi ho considerato
che il titolo preso a prestito non avrebbe “bucato” convenientemente
l’attenzione dei navigatori della rete. Di conseguenza ho ripiegato sul titolo
del post che avete appena letto. E tutto questo contorto discorso per proporvi
la lettura di una corrispondenza, pubblicata su di un supplemento del
quotidiano “la Repubblica”, a firma di Vittorio Zucconi. Il titolo della
corrispondenza, che di seguito trascrivo nella quasi sua interezza, è “Un neonato pronto per il college” (2009?). Vittorio Zucconi ha scritto, per anni
e settimanalmente, da quel mondo che definiva, in quella Sua pregevole rubrica,
“Hotel America”. Vittorio Zucconi è stato un maestro indiscusso per la Sua
scrittura graffiante assai ma sempre centrata sugli aspetti “sconcertanti” di
quel mondo. Un maestro per tutti. In questo caso, ovvero dal contesto della Sua
corrispondenza, suscita un certo “sconcerto” scoprire come la crisi
economico-finanziaria globale abbia cambiato, in quel crogiolo che sono gli
Stati Uniti d’America, crogiolo da sempre di persone, di idee e di fatti anche
straordinari, o stia cambiando l’atteggiamento degli umani di fronte al “miracolo”
- reso dalla scienza “miracolo” non più di tanto - della umana procreazione.
"Il bruco (2017)". Foto di Aldo Ettore Quagliozzi
"Il bruco" (2017). Nikon Coolpix P900. Foto macro. Stato larvale della falena diurna "Macroglossum stellatarum" volgarmente detta "sfinge colibrì".
lunedì 3 febbraio 2020
domenica 2 febbraio 2020
Ifattinprima. 39 «Da Hammamet Craxi infanga l’Italia».
Tratto da «Bettino
l’”infame” si beve Milano» di Massimo Fini, pubblicato su “il Fatto
Quotidiano” del 25 di gennaio 2020: (…). …noi che socialisti libertari lo siamo
stati e lo rimaniamo, perché coniugare le libertà civili con una ragionevole
giustizia sociale ci sembra ancora l’idea più bella, cercheremo di fare qui un
ritratto del leader socialista il più equanime che ci è possibile. Credo che la
vita politica di Craxi vada distinta in tre fasi. Nella prima, estremamente
positiva, il segretario del Psi toglie al Partito socialista lo storico
inferiority complex nei confronti di quello comunista (non per nulla la
microcorrente di cui era a capo prima dell’elezione del Midas si chiamava
Autonomia) e cerca di mettere il suo partito sulla strada di una moderna
socialdemocrazia europea.
sabato 1 febbraio 2020
Cosedaleggere. 27 «Poteva replicare Mitterrand e Gonzales. Preferisce Ghino di Tacco».
Tratto da “Le
metamorfosi del craxismo” di Paolo Flores d'Arcais, pubblicato sul terzo
numero della rivista MicroMega dell’anno 1986: (…). Il craxismo, (…), è la
politica egemone in Italia per un'intera fase, quella successiva al crepuscolo
del '68 e al dileguare della stagione dei movimenti. (…). Sul craxismo, le sue
caratteristiche, le sue metamorfosi, il suo futuro, è perciò tempo di indagini
e bilanci meno approssimativi. Sine ira et studio, per il possibile. Al Midas
hotel, dieci anni or sono, non si consuma semplicemente un mutamento di
segreteria ai vertici del Psi. Palese la distanza di personalità e stile,
naturalmente.
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