"Il bruco (2017)". Foto di Aldo Ettore Quagliozzi

"Il bruco (2017)". Foto di Aldo Ettore Quagliozzi
"Il bruco" (2017). Nikon Coolpix P900. Foto macro. Stato larvale della falena diurna "Macroglossum stellatarum" volgarmente detta "sfinge colibrì".

lunedì 15 maggio 2017

Scriptamanent. 97 “Ricordando Beha”.



Un altro “scriptamanent” anomalo. Ma necessario, giusto per rendere un ultimo omaggio ad Oliviero Beha. Da “Elogio di una presa per il naso generale” di Oliviero Beha, pubblicato su “il Fatto Quotidiano” del 14 di gennaio dell’anno 2015: Ci vuole un fisico bestiale, cantava con enfasi Luca Carboni… ma anche delle menti particolari, aggiungerei io, almeno per dare vita alla diffusa sceneggiata in corso nel Paese, a spese di un’opinione pubblica polverizzata e grazie a un concorso mediatico di fronte al quale non sai se ridere o piangere. Prendiamo il presidente uscente, proprio oggi a quel che pare, giacché si è appena concluso il semestre Ue di presidenza italiana. Di cui pare essersi accorto soprattutto Renzi. Napolitano ha detto a una bambina che ormai al Quirinale “si sentiva un po’ in prigione”. Non male per un capo di Stato rieletto per la prima volta nella storia della Repubblica sul Colle. L’avranno obbligato? Mah… Di sicuro è persona attenta alla vita delle istituzioni, secondo l’opinione prevalente. Siamo sicuri? Per esempio, randomizzando qua e là, vi risulta che negli ultimi due mesi abbondanti Napolitano abbia tuonato per l’elezione del quindicesimo giudice della Corte costituzionale, monca da un po’ (l’effetto Violante…)? No: eletta in quota sinistra Silvana Sciarra, come quattordicesimo membro, del quindicesimo se ne sono tutti dimenticati, Napolitano compreso. Peccato: anche perché la Consulta è quella strana congrega che ha giudicato per la prima volta nella nostra storia incostituzionale la legge elettorale suina, il “Porcellum”, grazie al quale siedono in Parlamento quelli che hanno eletto Napolitano per due volte, e adesso ne stabiliranno il successore. Niente, se ne fregano: sia di quello che sentenzia la Corte che del suo Plenum incompleto. Ma su questo tutti zitti, nel disinteresse universale. Così come non abbastanza si parla del mutamento (o addirittura dello stravolgimento) delle caratteristiche presidenziali avvenuto durante il novennato. C’è chi sostiene che è grazie a tale mutamento presidenzialistico e alla figura di prestigio sul Colle che l’Italia non è andata a picco. Fantastico ragionamento: se non è a picco così, tra i record di disoccupati e il debito pubblico, che deve accadere di peggio? Si ragiona per Napolitano come per Renzi: se non loro, chi? È un giochetto buono all’inizio, che però ora perde i pezzi perché Napolitano evapora e Renzi arretra. Forse era un giochetto cieco… Come non sembra che a nessuno urga una legge sui partiti, che dia loro trasparenza e identità organizzativa e funzionale, in termini di diritto. Si va avanti alla becera, come nelle primarie di Genova che non sono state poi così diverse nello stile, nel clima e negli effetti da tutte le ultime altre, a partire da quelle che hanno battezzato Renzi. Vota chiunque, meglio se dietro compenso… Significa nebulizzare la politica attraverso la dissoluzione dei suoi principali agenti, appunto i partiti, ma di questo come della legge elettorale incostituzionale se ne fregano. Nel pasticcio generale che canzona e raggira il Paese, la strage di Parigi oltre alla questione islamica sub specie terroristica evidenzia una cosuccia come la libertà d’espressione, di satira ecc. Che accada in Italia, in fondo alle classifiche relative di “Reporters sans frontieres”, fa di nuovo sghignazzare. Sarebbe il caso che ognuno tra i media si guardasse in casa, al di là di ragionamenti sulla “opportunità” o la “licenza” (in luogo della libertà) della vignetta XY. E rendesse operativa la frase di Brecht, “la verità è concreta”. Censura, parziale o totale, autocensura, condizionamenti del mercato e del potere…? Tutto giusto, ma ripartiamo dalla quotidianità, e dalla (in)dipendenza dell’informazione, esattamente come si dovrebbe fare per la sentenza ignorata della Consulta su come lorsignori sono finiti in Parlamento. Altrimenti, duole dirlo, è tutta una presa per il naso. Forse ci vorrebbe una vignetta su questo, non solo sulla barba del profeta…

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