"Il bruco (2017)". Foto di Aldo Ettore Quagliozzi

"Il bruco (2017)". Foto di Aldo Ettore Quagliozzi
"Il bruco" (2017). Nikon Coolpix P900. Foto macro. Stato larvale della falena diurna "Macroglossum stellatarum" volgarmente detta "sfinge colibrì".

venerdì 24 marzo 2017

Paginatre. 77 “L’Europa e la dottrina della casa in ordine".



Da “Processo alla Germania” di Barbara Spinelli, pubblicato sul quotidiano la Repubblica del 15 di novembre dell’anno 2013: Alla crisi del '29, gli ultimi governi di Weimar sfiniti dal trauma inflazionistico e dalle riparazioni risposero - (…)- con una pesante deflazione che impoverì ancor più la popolazione. Esattamente come accade oggi, i dottrinari dell'austerità puntarono tutto sull'esportazione, trascurando i consumi interni. Stremato, il paese che aveva dato a Hitler il 18,3 per cento nel 1930 gliene diede il 33 nel '32 e il 43,9 nel '33, cadendo nelle mani del demagogo che prometteva lavoro, benessere e sangue. Deutschland über alles divenne il motto: la Germania sopra ogni cosa. (…). In realtà alcune dottrine economiche dei vecchi tempi (…) persistono. In particolare la dottrina cui vien dato il nome di "casa in ordine": prima che scatti la cooperazione internazionale o sovranazionale, occorre che ogni paese metta a posto da solo i propri conti. Il cosiddetto ordoliberalismo aveva messo le radici fra le due guerre nella scuola di Friburgo, fu sposato dopo il '45 dal futuro cancelliere Erhard, e negli ultimi sei anni di crisi ha assunto le fattezze di un dogma. Sappiamo come i dogmi chiudano la mente alle alternative, nonché alle soluzioni. L'offensiva di gran parte delle élite tedesche contro la Banca centrale europea è l'effetto di questa dottrina, ancora sotterraneamente intrisa di nazionalismo. (…). …la crisi è una sorta di guerra, e bellicoso è oggi il rapporto tra le nazioni europee, fondato com'è su reciproci sospetti, su risentimenti, sulla dialettica letale fra delitto e castigo, fra colpevolizzazione e espiazione. In tedesco Schuld significa colpa, e anche debito. Della colpa del debito gli Stati europei devono lavarsi - sostiene Berlino - prima che intervenga l'Europa con solidali piani comuni di salvataggi, e innanzitutto investimenti. (…). …spiega bene l'economista Ulrich Schäfer, sulla Sueddeutsche Zeitung del 13 novembre: le critiche di questi giorni all'irresistibile export tedesco - della Commissione europea, del Fondo monetario, del Sud Europa - «sono giustificate», e grave è la sordità tedesca. È un boom che in Germania s'accompagna a bassi consumi, al precariato che cresce, a gracili importazioni: dunque a un'incuria verso l'Unione. Gli errori commessi negli anni '30 tendono a riprodursi. (…). …l'Europa ha bisogno di un piano Marshall (lo propongono i sindacati in Germania) e di una conferenza sul debito delle periferie Sud, simile a quella che nel '53 cancellò generosamente i debiti tedeschi. Ha bisogno che finisca l'età dei dogmi e dei finti sovrani nazionali, a Berlino come a Parigi. Perché in quei dogmi è il suo male; è l'origine della sua presente prigionia nella smemoratezza e nel peccato di perfecta nolitio, di completa non-volontà. E ha bisogno di ripensare la pace e la guerra, sia dentro che fuori casa. Dentro casa ponendo termine alla semiguerra tra paesi santi e peccatori. Fuori casa smettendo di affidarsi a una pax americana che sta creando caos più che ordine, in una mondializzazione dove nessuno da solo si salverà. Ridivenire veramente Stati sovrani, nel nostro continente, è possibile solo se l'Europa la si fa sul serio.

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